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  • accessori, casa 8 October 2010 Alessia Fabbri
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    Vecchie tele in canapa tessute a mano ritrovate in un vecchio armadio di una casa della campagna emiliana. Così è iniziata un paio d’anni fa la storia di Esercizi di Stile, laboratorio di ricerca, recupero e reinterpretazione di tessuti di Giorgia e Fabrizia, che si propongono di reinterpretare i gesti quotidiani dei lavori domestici in chiave decor per dare vita a una collezione di creazioni originali.

    Tovaglie su misura decorate sui bordi con racconti di cucina recuperati dall’Artusi, storico libro di cucina scritto da Pellegrino Artusi verso la fine del 1800 e tuttora utilizzato nelle cucine italiane. Tovagliette sulle quali vengono stampate in serigrafia ricette regionali: panelle, pappa pomodoro, polpette e tante altre. Tende da doccia realizzate con garze, cotoni e lini abbinati a tessuti impermeabili.

    Con lo stesso spirito di recupero, Esercizi di Stile ha creato una linea di borse uniche utilizzando vecchie tele militari, tessuti di tappezzeria vintage e vecchie cinghie delle poltrone.

    Molto ben riusciti, questi esercizi ;)

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  • abbigliamento, atelier e negozi 22 September 2010 Alessia Fabbri
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    Milano, città dove la moda si respira nelle strade e si nutre di multietnicità, dinamismo, capacità di rielaborazione ed analisi, di messaggi profondi e cambiamenti progressivi. Nasce qui CAIRA design, marchio giovane e già capace di un prodotto elaborato nella ricerca, nei dettagli, nelle qualità dei tessuti e nella realizzazione.

    Con studi di design presso lo IED di Milano alle spalle e svariate esperienze nel mondo dell’artigianato, Francesca Caira propone una linea di moda dedicata alle persone che non amano il mimetismo urbano, centrifugando e rielaborarando idee, immagini, modi di vita e culture proposte dalle società moderne e multi-etniche contemporanee.

    Due le linee proposte: CAIRA “Fashion” (produzione di abbigliamento donna ed accessori) e CAIRA “Unique” (pezzi unici, creazioni moda, prototipi studio e ricerca), con cui si riportano in vita materiali tessili di riciclo, tessuti vintage, capi usati, passamanerie, ecc. Il tutto si traduce in pezzi contraddistinti da una profonda concettualità che dona alla collezione un’impronta innovativa, ma con radici solide nella tradizione della moda italiana. Tutti i capi vengono de-strutturati e ripensati, arricchiti da una manualità sartoriale e dall’utilizzo di accessori vintage che sottolineano l’unicità del pezzo.

    E come poteva mancare alla settimana della moda? In questi giorni di fervente attività CAIRA sarà presente al WHITE SHOW (24-25-26 settembre) e parteciperà alla sfilata DRESSED UP (27 settembre).

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  • abbigliamento, accessori, atelier e negozi 11 June 2010 Alessia Fabbri
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    CoseDiRo’ è il mio marchio

    Roberta è il mio nome

    CoseDiRo’ cuce

    Roberta fa l’attrice

    …cuce a memoria, senza scuola, rubando gli insegnamenti della Maura, la nonna “radical-romagnola”, testimonial della linea “La Maura Style Collection”.

    CoseDiRo’ è per signorine che amano la cucina ma non ai fornelli, per donne che amano lo stile ma non le linee dritte e per bottoni di stoffa che si credono abiti.


    Roberta Mengozzi l’abbiamo trovata al Miami e se avessimo dovuto votare per un espositore avremmo sicuramente scelto lei. Con i suoi coloratissimi cerchietti-chapeau, gli obi (cinture giapponesi), i colli, gli abiti e le T-shirt, le borse, ma soprattutto i suoi bottoni di stoffa, lo stand di CoseDiRo’ non poteva che saltare all’occhio, complice la mitica nonna Maura, “radical-romagnola dal liscio ai passatelli”, che faceva capolino da un piccolo schermo a svolgere la sua funzione di testimonial del marchio (non perdetevi il video!).

    Siamo appassionati di storie. Ecco la sua:

    CoseDiRò è nato un pomeriggio di maggio, tra un vestito troppo stretto, la mancanza di denaro e la disperata necessità di modificare modelli o cuciture ormai inadeguate. È nato davanti una tazza di tè alla menta, davanti ad un ago mai preso in mano prima e ai bottoni di mia nonna… “sapientemente sottratti” nel tempo. Mi ritrovavo improvvisamente con una quantità indescrivibile di bottoni, di tutte le misure, di tutti colori, di tutte le provenienze. I bottoni per me sono la vera anima di ogni vestito. E quasi senza pensarci ho cominciato a cucire questi pezzi di anima alla rinfusa su ogni vestito, maglia, borsa del mio armadio. Ben presto però ho provato l’irrefrenabile voglia di dare ai miei bottoni un contorno nuovo, originale, pensato apposta per ognuno di loro.

    Tutte le creature CoseDiRò nascono da 3 grandi suggestioni: il giappone, il vintage-retrò e soprattutto lo stralunato e infinito armadio della Maura. La stessa nonna che cucina succulenti piatti romagnoli mentre Roberta pensa a una linea dedicata a “signorine che amano la cucina ma non ai fornelli”.

    Roberta non ha mai studiato per fare la stilista. Il liceo linguistico l’aveva scelto perché sognava di innamorarsi follemente di un pilota d’aereo, di volare con lui e nel frattempo fare la hostess… “Sfortunatamente, a 18 anni ho avuto un black-out generale e ormai la cronica paura di volare mi ha impedito di continuare a pensare a quella follia adolescenziale. Grazie al cielo!

    La passione per la recitazione invece ha radici molto profonde: “Da bambina mi ritrovavo troppo spesso a far monologhi davanti agli alberi del mio giardino e come unici testimoni i miei nonni, fedeli alleati nel tempo”. L’accademia d’arte drammatica le ha portato successi e lavori interessanti, alcuni anche molto importanti, ma la professione d’attrice non è facile… “Da qualche anno questa folle e poco compresa scelta di vita, mi ha portata troppo spesso ad aspettare telefonate che, a volte, non arrivavano mai, lavori non pagati, sofferenza e soprattutto disagi emotivi, nonostante io continui a provare una forte attrazione per il mio mestiere”. Intanto però come stilista va alla grande :)

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  • arte, atelier e negozi 20 May 2010 dottavi
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    Serendipity: “La sensazione che si prova nello scoprire una cosa imprevista mentre se ne sta cercando un’altra, grazie al caso e alla fortuna, ma anche all’ingegno e allo spirito di osservazione”. Questa la filosofia di Serendeepity – non poteva chiamarsi altro che così. E’ a Milano, in fondo a Corso di Porta Ticinese. Trattano pezzi vintage di ogni tipo e hanno un record store ben fornito di vinili. Ma ci piacciono anche perché ospitano e vendono le collezioni di cinque giovani artisti. Da visitare.

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  • abbigliamento 23 November 2009 Valentina Locatelli
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    Dainty June
    è un brand lanciato nel giugno 2009 da tre ragazze, amiche per oltre un decennio e ora collaboratrici. Il nome è preso in prestito da un personaggio del musical Gypsy , del resto la loro collezione si ispira ai costumi delle commedie musicali d’altri tempi in stile Tutti insieme apassionatamente.
    Tessuti a quadrettoni, denim e fiorellini sono alla base della loro proposta per l’autunno, che si presenta ricca di abiti, cappottini, gonne con pettorine e camicette. Loro stesse la definiscono “una collezione per ragazze gentili, divertenti e avventurose. Ragazze che portano a spasso il cane sotto la pioggia, che preparano il tè e che si tagliano i capelli da sole”.
    Per acquistare i capi di Dainty June potete visitare ModCloth e All-mighty e per restare sempre aggiornati Twitter e Facebook.

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