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Non ti senti un po' artista anche tu?
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  • crazy toys, giocattoli 24 November 2011 Alessia Fabbri
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    Bambola di stoffa realizzata a manoClasse ’77, estremamente creativa sin da bambina, Valentina di Pandora Creazioni era convinta che “da grande” sarebbe diventata un’artista. Crescendo ha provato tutte le tecniche e forme di arte, sperimentando e imparando, si è affacciata al mondo dell’artigianato artistico prima con i mercati, in strada, portando fuori la sua cartapesta e i suoi colori quindi dedicandosi alla terracotta e alla ceramica raku, giocando con le molteplici possibilità che questo materiale offre. E poi ancora tante tecniche, arti e giochi, fino al cucito. Continua a leggere »

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  • giocattoli 14 June 2011 Alessia Fabbri
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    Milo. Fatto a mano con tessuti vintage, pezzo unico cm. 35 pupazzoIn Italia li si chiama “pupazzetti”, termine molto riduttivo secondo Liza Rendina, che preferisce chiamare le sue creature “soft sculptures”, sculture soffici, per meglio rendere l’idea del lavoro artistico che sta dietro a ogni animale.

    Le Little Stars nascono qualche anno fa, allorché mi ritrovo, diplomata in pittura, a stare in un piccolo appartamento dove non ho spazio per dipingere. In casa però ho tanti tessuti, bottoni e nastri che ho trovato qua e là, e del feltro comprato durante un viaggio in francia… che fare con tutti questi materiali? Delle bambole? Dei pupazzetti? Nasce qualcosa di più particolare, degli animali “umanizzati” dalle gambe lunghe lunghe… le Little Stars.


    Queste dolcissime e intriganti sculture soffici in vendita nel negozio de La Casa Eoliana e ispirate di volta in volta a Tim Burton, la serie Rabbits di David Lynch o a Tim Walker sono prodotte in diverse serie: le Circus Stars, ispirate al mondo del circo che è stato anche il tema della mia ultima mostra itinerante, nella quale ogni Little Star vive in un’ambientazione creata in una scatola da scarpe, la collezione Vintage, realizzata prevalentemente con tessuti vintage e riciclati, un po’ hippy, con pellicce e borsette a tracolla in pelle, la nuova serie di ballerine, tutte con gonna in tulle, della Spring Collection. In serie limitatissima anche le Angel Stars, interamente bianche con delle piccole ali.

    Manco a dirlo, ogni Little Star ha un nome e una sua personalità (ma questo si vede :)

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  • arte, giocattoli, grafica e illustrazione 27 July 2010 Alessia Fabbri
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    Il percorso di ricerca è stato e sarà ancora lungo, tortuoso e variegato. A Cecilia Viganò, in arte Cevì, piace sperimentare e, a costo di risultare caotica e dispersiva, trova la sua coerenza nell’arte vissuta, nella creazione come pane quotidiano.

    D’altronde, quando ha capito di non riuscire a concentrarsi su una strada sola, ha deciso di non farsi troppi problemi e di seguirle tutte – che dire, magari tutti avessimo di questi problemi – e così oggi saltella qua e là tra installazioni, disegni, improvvisazioni, fotografia, e soprattutto… PUPI. Cuciti e dipinti a mano, “nascono da una ricetta che mescola riciclo, amore e fantasia”. 
Pupazzi nati per gioco, che gioco rimangono.

    Un giorno nel 2004 ho iniziato a cucire forme ispirate ai miei disegni, a dar loro dei nomi sempre diversi, una storia, un perché.
 Non servono a niente se non al cuore: semplicemente mi dà una gioia immensa vederli nascere!
 Ognuno è un pezzo unico, con un suo valore artistico ed emozionale, alla ricerca di qualcuno che gli assomigli e che lo ami. La famiglia è grande, ci sono i Manolìpi (Mano + polipo), i pupetti da taschino, i pupi collana, i pupotti, e poi animali e umani immaginari con nomi strampalati…

    Ma Cevì si dedica anche alla ricerca ricerca artistica più intima e concettuale, quella che gira intorno alla memoria, alle radici, al corpo, agli oggetti scelti e trasformati come fossero ready made, per narrare “qualcos’altro”. I nodi ai fazzoletti del babbo che diventano promemoria, gli “scontrini immaginali”, un colletto di camicia che racconta la storia di un albero, i sacchetti di carta raccolti dalla nonna e che ora conservano disegni di cose che non si possono conservare veramente.

    Il disegno è il fil rouge, il suo primo mezzo di espressione, la sua parola. 
Come in Cartonirica, dove il segno sulla carta arriva addirittura a prendere vita, a muoversi nella realtà, fermato dalla fotografia (Cevì le chiama “apparizioni di carta vivente”).

    Per il futuro Cevì progetta di escogitare un modo per disegnare nell’aria, spera che qualche persona stupenda le metta a disposizione uno spazio in cui lasciar esplodere senza freno le sue idee vulcaniche, sogna di “continuare ad avere e causare possibilità per l’arte e l’espressione, con applicazioni infinite e sempre nuove”.
 E non ci aspettavamo niente di meno da chi si definisce “Una bambina di grandi dimensioni, che vive qui ma è contemporaneamente altrove, che vede le cose intorno sempre potenzialmente magiche. E che morirebbe se un giorno dimenticasse cosa vuol dire creare” :)

    Qua sotto una selezione di immagini! Continua a leggere »

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  • accessori, gioielli 11 July 2010 Alessia Fabbri
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    Trasformare il tessuto giapponese comunemente usato nella confezione dei kimono in cordoni annodati e intrecciati alla maniera delle cinture Obi o delle pettinature tradizionali. Il risultato: sorprendenti collane, spille, orecchini, cinture e anche simpatici pupazzetti nippon-style.

    Questo fa Claire Quillier, nata a Cannes 30 anni fa, una laurea in storia dell’arte e un diploma in lingua e civilizzazione giapponese, ma soprattutto una grande passione per i gioielli e gli accessori, che a Parigi confezionava esclusivamente per le amiche. I primi contatti con l’Italia li ha avuti frequentando un corso di nudo a Firenze, poi, 4 anni fa, il trasferimento in Sicilia per lavorare nel settore del turismo. Dove ha trovato un’ispirazione particolare…

    Non so se è il clima o l’energia che c’è in Sicilia ma il bisogno di riprendere a creare si è fatto subito sentire in me. È qui che mi è venuta l’idea di fare convergere i due mondi che mi fanno sognare da sempre, così sono nate le prime collane fatte con tessuto giapponese: un’idea nuova, mai vista altrove… nemmeno in Giappone!

    Mi piacciono i colori vivaci e i motivi particolari dei tessuti giapponesi. Più recentemente però ho cominciato ad usare anche altri materiali come il feltro, per creare borse. Ho cercato di ricreare questo spirito giapponese disegnando delle scene sotto forma di silhouette che taglio e incollo sulle mie borse, avvicinandomi ad un universo più infantile ma sempre legato in qualche modo alle mie prime passioni.

    Un esempio di come si possono variare tecniche e genere mantenendo sempre una linea personale. Chapeau!

    Altre immagini qua sotto! Continua a leggere »

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  • giocattoli 23 June 2010 Alessia Fabbri
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    Il fumetto ci viene incontro, dato che a questi tenerissimi softies manca giusto il dono della parola… Come faccia non si sa: quel che è certo è che, armata solo di macchina da cucire e stoffe colorate, Laura Contemori, toscana di 30 anni, è un’abile maestra nel donare espressività, calore, carattere ai suoi pupazzi (che lei chiama “aggeggi”). Fantasia e sensibilità si associano nel suo lavoro a un saper fare tramandato dall’ambiente familiare, come ci racconta lei stessa:

    La passione per il cucito probabilmente ce l’ho nel sangue, visto che provengo da una famiglia con nonna e 4 zie sarte! Fin da quando ero piccola la nonna mi faceva sedere davanti alla sua vecchia Singer, con di fronte un piccolo pezzo di stoffa. Premevo il pedale e partiva quella lunga cucitura colorata, punto dopo punto quasi come la favola di Pollicino…

    Forse è da lì che ha preso vita questa passione. Non ho mai frequentato nessun corso di taglio e cucito, nessun corso di modellista: è tutto qua, nella mia testa e nelle mie mani.

    BimBim, capostipite della BimBimFamily, nasce circa due anni fa dalla volontà di Laura di creare qualcosa di unico e speciale per il suo bambino di tre anni, Gregorio (che giocando con il pupazzo lo ha battezzato, dando il nome alla serie). Da allora Laura di strada ne ha già fatta tanta, e ora sogna di aprire un suo negozio “reale”. In bocca al lupo!

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    [Con questo post inizia a collaborare Alessia Fabbri - la trovate su Twitter - che professionalmente si occupa di innovazione e ha tante passioni, tra cui creatività, startup e oggetti fantastici come quelli che ci racconta qui sotto -ad]

    “We belong to EDGA: Emozione, Design, Gioco, Arte. 2. We live on the OPAMPICE line: nessun limite o confine tra Oggetto, Prodotto, Azione, Manifestazione, Promozione, Interazione, Comunicazione, Espressione. 3. In UFFA we trust: Utilizzo, Fruizione, Funzione, Applicazione dell’oggetto alimentano scenari personali o collettivi di espressione dinamica”. Comincia così – ed è già piuttosto eloquente – il Manifesto di Ludiko, universo artistico multidisciplinare che ha per obiettivo la diffusione della filosofia Kidult e la riscoperta del gioco come forma di comunicazione con il proprio “io” più profondo-creativo-infantile.

    I Pups.it – inizialmente cuscini e manicotti, ora anche sedute, lavagne, tavolini, maglie o altro: dipende dall’uso che se ne fa – sono oggetti/soggetti che, mentre assolvono la loro funzione, rilasciano benessere ludico. Con questo suo primo progetto Ludiko si è inserito in un circuito internazionale che abbraccia l’arte e il design: i suoi prodotti sono stati selezionati per la mostra “The New Italian Design” (partita dalla Triennale di Milano per un tour attraverso Madrid, Londra e Tokio), inseriti nel prestigioso catalogo Fall del MOMA di New York e ospitati negli shop dei maggiori musei d’arte contemporanea del mondo.

    Andrea Ruschetti, fondatore di Ludiko, ci racconta in un’intervista il suo percorso dall’iniziale ricerca ed esplorazione della character culture, ai primissimi prototipi sino allo sviluppo del concetto/progetto di design e alla sua manifestazione fisica trasversale.

    Dove ha inizio l’avventura?
    Vivere e crescere a stretto contatto con il settore del giocattolo e percepirne l’aridità progettuale e l’impossibilità di arricchire i giocattoli con sensi oltre l’essere merce/prodotto ha sicuramente inasprito il sentimento di rivalsa dei valori che devono caratterizzare e animare un oggetto ludico e gli effetti benefici che deve e può rilasciare. Così, nel 2003, all’interno dell’Associazione Culturale Mastronauta prende forma il progetto di impresa sperimentale e primordiale “DNA r:evolutinary concept”, finalizzato a sviluppare e offrire servizi creativi per Faro (storica fabbrica di giocattoli di Omegna, Verbania, e azienda della famiglia Ruschetti n.d.r.), che ha sostenuto l’investimento per un primo mini lotto produttivo e conseguente presentazione al mercato. Nel 2005 siamo sbarcati al concept store High Tech di Milano con soli sei pezzi a forma di M, A, S, C, O, T (T), ed E.

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  • crazy toys, giocattoli, idee strane 2 December 2009 Valentina Locatelli
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    La sua home page si presenta come l’atrio di una bellissima villa di cui ogni stanza o oggetto rappresenta una sezione del sito. Prendiamo le scale in direzione “chi siamo”: Antonella presenta i suoi segnalibri formato “mostrini”.
    La designer,  stufa di mettere scontrini tra le pagine dei suoi libri, ha pensato di farne uno piccolo piccolo, con un codino, e di usarlo per tenere il segno.
    Gli Antùche -così si chiamano questi soffici segnalibri- ci sono di tutte le razze: natalizi, pennuti, felini, pelosi, straccioni, modaioli, spugnosi, eclogici, stropicciati… una collezione così ricca che viene voglia di comprarne uno per tipo!  Ognuno di loro ha una personalità tanto che sul sito non esiste l’opzione “compra” - brutta parola per questi sensibili animaletti – ma “adotta”.
    Dai segnalibri sono nati poi i portamonete e i nuovissimi MyAntùche ideali da regalare a bambini o giovani creativi: pupazzi sagomati dotati di kit per la personalizzazione: bottoni, fili colorati, ritagli di pannolenci e tutto il necessario per farli vivere.

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  • abbigliamento, accessori, giocattoli, idee strane 15 September 2009 Valentina Locatelli
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    trick

    Trickproject è grafica, comunicazione, voglia di superare i propri limiti. La base è sempre la stessa: un omino stilizzato con occhi enormi e look intercambiabile che compare stampato su t-shirt, felpe, spille e illustrazioni. Ma il vero punto forte di Trickproject sono i peluche: soffice pelo sintetico, stoffe pregiate e bottoni giganti danno spessore all’omino, che diventa così “morbidamente” tridimensionale. L’artista, un giovane designer torinese, ha creato una ricchissima linea di prodotti per maschi, femmine, grandi e piccini. E un energico claim:

    Non dare ascolto alla testa. Non dare ascolto ai tuoi muscoli, ma prendi la rincorsa e preparati a saltare!

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