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Blomming.com
  • cronache di una startup 20 December 2010 dottavi
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    Blomming - felpa

    Non capita spesso di venir… remixati. Eppure è pratica diffusa, anche su queste pagine. Orecchini fatti con vecchi giornali, bottoni vintage che diventano spille, copertoni riattati a far borse. Invenzioni e fantasie di ogni tipo. Non dovrebbe stupirci, anche se ci rende orgogliosi, se capita anche a noi. Simona Angeletti, col suo Lo Zoo di Simona, ha dedicato una collezione di gadget a Blomming.

    Shopper Blomming

    Scultura Blomming

    Spille Blomming

    Agenda Blomming

    Felpa Blomming

    Clicca sulle immagini per vedere le pagine relative

    Che poi la Simo è fatta così – tanto entusiasmo da creare una collezione interminabile. A partire da oggetti importanti come le felpe (una, due) per proseguire con spille (uno e due), cartoleria (agenda o quaderno) o veri e propri shopper.

    Opere curiose: “Ogni singolo pezzo”, dice Simona, “è rifinito a mano, numerato, nominato e con certificato di autenticità by LOZOODISIMONA® per Blomming”. Che dire? Uau! :)

    Altro qui.

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  • cronache di una startup 15 October 2010 Alessia Fabbri
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    Prendi uno zoo. Sì, cioè, uno zoo un po’ particolare: quello di Simona. Poi prendi un camaleonte un po’ buffo, che di soprannome fa Camaleo e di professione la mascotte di un progetto che vuole cambiare il mondo – o insomma almeno il mondo di chi vende on-line (chissà quale?!). Falli incontrare una prima volta, e poi magari anche una seconda… Oh, è incredibile quello che può succedere!

    Camaleo deve essere proprio piaciuto a Lo Zoo di Simona, perché ridendo e scherzando (molto) ha iniziato a produrre immagini, gadget, slogan: qui ve ne proponiamo una piccola selezione, ma sono davvero tanti!

    Un gran bel segno di vitalità dalla community che si sta formando intorno a Blomming… e di sostegno, di cui c’è davvero bisogno in questo momento!

    Grazie Simona, preziosa che sei :)

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  • scissors

    Basta poco per capire che è un vulcano di creatività irrefrenabile. Ma quando abbiamo iniziato a scriverci abbiamo capito che lo è molto, molto più di quanto credevamo. Lei è Simona Angeletti, ed è famosa per Lo Zoo di Simona (ne avevamo parlato qua). Sotto trovate una sua vulcanica intervista. Giusto per capirci: è completamente diversa da quella che le avevamo proposto. Con un’unica eccezione. Tra le varie domande le avevamo chiesto  “Di cosa hai bisogno per sviluppare la tua attività – a parte i soldi, ovviamente”. E lei ha risposto: “SOLDI era la risposta apparsa in meno di mezzo secondo nelle cellule epiteliali/connettivali superiori”. Che dire? È fatta così. E ci piace così :)

    Mi chiamo Simona (ZOO) Angeletti. Ho cinque omonime nella mia città di cui una, in particolare, che abita nella mia stessa via e siamo coetanee. Un’altra che fa la disegnatrice e anche lei ha pubblicato un libro, ha vissuto a Milano, ha collaborazioni con alcune testate (mai avuto il piacere di conoscerla di persona). Per cui uso il vezzo di presentarmi così: “Salve, sono Lo Zoo!” – PERCHE’ IN FONDO SIAMO TUTTI UN PO’ ANIMALI. Ho 38 anni. Sono nata nello stesso giorno di Cicerone. 3 Gennaio. La dialettica delle Catilinarie mi rende orgoglio(na)sa di questo 3. Sono di Terni – Umbria – Italia. Praticamente una conca con tre inceneritori e 100 anni di polveri sottili della fabbrica dell’acciaio. 100.000 anime. Poca cultura. Molto consociativismo parentelare. Cervelli ottenebrati da poco colore ma molta diossina.

    Breve biografia: la Zoografia di una Zootica
    Te la riassumo così: Lo Zoo di Simona nasce sotto il segno del topo nel 1972 (anche se vinci la corsa dei topi, sempre sorcio resti). Un Liceo Classico alle spalle, al quale deve veramente molto: molte amicizie collaudate e vere, molti complessi, molte estati sui libri e tante tantissime pagine di diari fitti di disegni, giornate a far murales, striscioni, magliette, serrande… Le accademie in Italia e in Inghilterra le serviranno moltissimo per la sua formazione nell’arte contemporanea: diventa, infatti, corrispondente estero di un’azienda di laminati a Milano, venditrice di connessioni satellitari a Roma/Sydney/Francoforte, responsabile di palinsesti televisivi e piattaforme integrate web a Forlì e poi torna allo ZOO, a Terni. Ora ha più del doppio degli anni di quando ha iniziato a disegnare, dice che ha letto da qualche parte che la sua corrente si chiama Neo-pop & di notte si sogna che correndo per le strade di Tokyo incontra un gruppone di gente con davanti Takashi Murakami, Laurina Paperina, James Rizzi, Miltos Manetas, Selwyn Senatori, Cuoghi e Corsello e arrivando per prima all’EdicolaNotte fa ben vedere a tutti, girandosi verso di loro, dove Nonno Orfeo portava l’ombrello!

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