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Un accessorio in pelle da applicare alle scarpe decolté per cambiarne l’aspetto e allo stesso tempo coprire i tacchi danneggiati: da oggi esiste e si chiama Change Your Shoes (CYS). Continua a leggere »
Tags: accessori per le scarpe, blommers, change your shoes, fashion, invenzioni nel settore della moda, moda, patrizia belsito -
eventi 25 September 2011

Si concluderà oggi a Milano l’edizione 2011 di So Critical So Fashion, la kermesse dedicata al mondo della moda “alternativa”, attenta all’ambiente e alle persone. L’atmosfera è calda e accogliente nei due padiglioni della fiera, ospitata quest’anno negli spazi storici dei Frigoriferi Milanesi.Molti volti noti a queste pagine si aggirano tra i due padiglioni. Continua a leggere »
Tags: ecologia, fashion, moda, moda critica, moda indipendente, so critical so fashion -
atelier e negozi 23 September 2011


Dalla prima piccola vetrina del 1970 i negozi sono diventati tre. In Via Brera primeggiano borse firmate, bijoux provenienti dall’America degli Anni ’50 e dall’Europa degli Anni ’60 e ’70 e pezzi di designer emergenti. In Via Gian Giacomo Mora si fronteggiano due spazi dedicati alla moda Uomo e Donna. E’ Cavalli e Nastri, indirizzo storico del vintage fashion a Milano nato dalla creatività di Claudia Jesi che, ormai da vent’anni, restituisce la parola ad abiti di moda, firmata e no. A lei si è affiancata recentemente Olivia Verona col suo Olivinta, che raccoglie prezzi pregiati di vintage design con una cura e un gusto d’altri tempi. Continua a leggere »
Tags: anni 50, anni 60, anni 70, Cavalli e Nastri, design, fashion, milano, moda, modernariato, negozi, Olivinta, vintage -
abbigliamento, accessori, arredamento 3 September 2011

È l’aprile del 2004 quando, a partire da una vecchia stalla di una cascina di Zinasco (PV), Michela Cittadino e Lavinia Vicenzi, madre e figlia, iniziano a progettare uno spazio per ospitare un’attività che si contrapponga alla logica del grande mercato della moda.Oggi il Laboratorio Lavgon dà lavoro a tre donne – Lavinia, Carlotta e Sabina – che, autodidatte, hanno ormai messo a punto una tecnica sartoriale del tutto personale. Lavgon (che trovate su Facebook qui e i cui prodotti sono in vendita su Blomming qui) è una realtà che produce abbigliamento, accessori e complementi di arredo utilizzando la tecnica della tessitura manuale e accostandola ad una sartoria creativa.
Uno stile unico frutto di una continua rielaborazione di una stessa linea semplice e minimale, con inserti e cuciture che riutilizzano materiali di scarto e in cui è fondamentale la ricerca e la scelta dei tessuti. Non mancano quindi accostamenti di seta con tessuti africani, damaschi elaborati con lana cotta infeltrita a vapore secondo un antico metodo artigianale, denim e tessuti biologici, cotone, lino, canapa, bambù, velluti e tessuti d’arredamento:Andiamo a visitare personalmente le manifatture italiane (dalle lane dell’Alto Adige, alle sete di Como, ai lini, canape e bambù prodotti in Toscana) ricercando sempre un contatto diretto anche con le produzioni straniere (come le sete prodotte da una comunità di donne nel Laos).
Il gruppo crede fermamente che il rapporto diretto, non intermediato, tra produttore e cliente possa delineare una nuova consapevolezza di consumo – rapporto che portano avanti anche attraverso la vendita online. E per chi volesse incontrarle personalmente il laboratorio è aperto al pubblico su appuntamento!
Tags: blommers, fashion, laboratorio lavgon, moda, ricerca dei materiali, riciclo, tessuti -
abbigliamento 30 August 2011

“Ho mosso i miei primi passi nell’azienda di famiglia, andando in giro per il mondo a vendere le nostre macchine da maglieria”, racconta Riccardo Marchesi. “Ora creiamo tessuti di metallo per la produzione di scudi per campi elettromagnetici, per il design d’interni e la moda, e recentemente abbiamo iniziato a sviluppare tessuti interattivi, in grado di scambiare informazioni tra quello che succede nel mondo e un computer”. Dove, su Marte? No: a Firenze.
E’ una storia di tradizioni artigiane che si trasformano, un po’ per incontro fortuito un po’ per oculata costruzione. L’ha raccolta Zoe Romano su Openwear (altro interessante progetto di cui, tra l’altro, vi parleremo presto): Dalle macchine per maglieria alle tecnologie wearable a Firenze. Da leggere.
“Make your own circuit with our fantastic Bunny Kit designed by Troy Nachtigall. This kit contains all you’ll need to make a real electronic circuit on a piece of fabric. Then you can sew the fabric to a shirt for making a e-wearable.
The Bunny has a light emitting eye that turns on in the dark or when you press the fabric push button. When exposed to light the eye stays off.
No previous experience of electronics required, all steps are clearly indicated with pictures. Not suitable for young children, it contains a sewing needle”.
Tags: design, interaction, led, maglie, materiali strani, moda, tecniche, tecnologia, wearable -
idee strane 22 August 2011

Fantasia e naturalità allo stato puro nelle weed robes di Nicole Dextras. I suoi abiti, fatti di foglie, fiori e anche ortaggi – altro che tessuti naturali! – rappresentano la speranza di un’industria della moda basata su materiali e pratiche ecosostenibili.


Tags: arte ambientale, eco-fashion, fiori, foglie, moda
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abbigliamento, idee strane 2 August 2011

Gli abiti della stilista canadese Ying Gao respirano. Non stiamo scherzando – d’altronde lo diciamo spesso che non ci sono limiti alla creatività. In questo concetto di moda “emotiva” si utilizza l’aria come materiale, dandole forma: così, le pieghe simil-origami degli abiti interattivi di Ying Gao si gonfiano all’avvicinarsi di una persona o al suono del respiro.walking city, interactive dress 1 from ying gao on Vimeo.
Il progetto sperimentale, che incorpora tecnologie pneumatiche nella sartoria, è stato sviluppato in omaggio al collettivo di architetti Archigram, che nell’Inghilterra degli anni ’60 sviluppò prototipi di ambienti gonfiabili.
Tags: abiti che respirano, Emotional Fashion, fashion, moda, moda emotiva, moda sperimentale, ying gao -
interviste e incontri 16 July 2011
Dalla Strada allo Street Style Passando per l’Upcycling di Hell’s Kitchen (Intervista a Marco Lai)
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Di acqua sotto i ponti ne è passata da quando Marco Lai ha infilzato la prima camera d’aria per trasformarla in una borsa. E oggi siamo orgogliosi di annunciare l’apertura dello shop di Hell’s Kitchen su Blomming. Li conoscevamo già – ne abbiamo parlato qui e qui – ma con l’occasione ci siamo fatti raccontare qualche dettaglio in più da Marco Lai, il fondatore di questo brand che ce l’ha fatta, a suon di riciclo. Ecologia e moda, buona cucina e marketing non convenzionale: c’è molto da imparare da questa storia tutta Made in Italy. Seguiteli anche su Facebook!
Tags: blommers, borse, camere d'aria, cinture di sicurezza, copertoni, elmetti, fiere, fuorisalone, hell's kitchen, made in italy, marco lai, moda, riciclo, streetwear, upcycle, urban styleLa vostra filosofia eco-friendly deriva da una scelta etica o dalla convenienza ad adoperare materie prime di bassissimo costo?
La scelta di un progetto a sfondo eco-sostenibile è chiaramente il linea con un trend basato sul riciclo che tocca ormai molto settori, anche la moda, ma si tratta di una sensibilità che è nelle corde di tutte le persone che fanno parte del team di HK. Ognuno di noi può agire infatti nel suo piccolo scegliendo marchi che rispettino il ciclo di vita dei materiali, riutilizzandoli o smaltendoli nella maniera appropriata. Ed Hell’s Kitchen offre questa possibilità senza false retoriche ed in maniera trasparente. -
proposte 22 June 2011

Otto mesi, una sfilata di circa quaranta artisti, uno shop che dalla primavera all’inverno trasformerà continuamente il proprio aspetto.Questo l’obiettivo dichiarato del progetto Pop Up Shop & Tube, finanziato da Fondazione Cariplo: designer di moda, di accessori, di complementi d’arredo, artisti, fotografi e le video maker potranno partecipare inviando la propria proposta. E chi più ne ha, più ne metta: il risultato sarà una varietà ricca e dinamica per soddisfare tutti i gusti del pubblico e degli artisti stessi.
Ogni mese sarà allestito un Pop Up Shop in uno spazio alternativo, rivisitando i concetti di spazio e tempo del negozio classicamente inteso e proponendone in questo modo una variante in continuo cambiamento. La parte multimediale (Pop Up Tube) completa il progetto con la realizzazione di un format-TV di otto puntate.
Si promuovono così i giovani che fanno della creatività la propria passione e professione, realizzando esposizioni temporanee e mettendo sul mercato i loro prodotti artistici. Neanche a dirlo ci sentiamo molto in sintonia e non è un caso che molti degli artisti “esposti” siano già passati attraverso queste pagine… Non possiamo che augurarci che il flusso cresca: fatevi sotto!
Tags: concorsi, moda, pittura, pop up shop & tube, premi per artisti, premi per designer, scultura, video installazioni -
abbigliamento, accessori 1 June 2011

Tags: accessori, fashion, Hazer Cosgun, hazerico, moda
Di origini turche, Hazer Cosgun ha iniziato la sua avventura nel mondo della moda disegnando accessori per le boutique di Londra e Istanbul. A seguire i fashion studies al Sydney Tafe Institute in Australia, e quindi le collaborazioni con brand italiani, turchi e americani. Ci è andata bene perché alla fine ha deciso di trasferirsi qui da noi… e di creare la sua prima collezione con Hazerico: congrats! Continua a leggere »










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