-
crazy toys, design, giocattoli, idee strane, interviste e incontri 12 May 2010

[Con questo post inizia a collaborare Alessia Fabbri - la trovate su Twitter - che professionalmente si occupa di innovazione e ha tante passioni, tra cui creatività, startup e oggetti fantastici come quelli che ci racconta qui sotto -ad]
“We belong to EDGA: Emozione, Design, Gioco, Arte. 2. We live on the OPAMPICE line: nessun limite o confine tra Oggetto, Prodotto, Azione, Manifestazione, Promozione, Interazione, Comunicazione, Espressione. 3. In UFFA we trust: Utilizzo, Fruizione, Funzione, Applicazione dell’oggetto alimentano scenari personali o collettivi di espressione dinamica”. Comincia così – ed è già piuttosto eloquente – il Manifesto di Ludiko, universo artistico multidisciplinare che ha per obiettivo la diffusione della filosofia Kidult e la riscoperta del gioco come forma di comunicazione con il proprio “io” più profondo-creativo-infantile.
I Pups.it – inizialmente cuscini e manicotti, ora anche sedute, lavagne, tavolini, maglie o altro: dipende dall’uso che se ne fa – sono oggetti/soggetti che, mentre assolvono la loro funzione, rilasciano benessere ludico. Con questo suo primo progetto Ludiko si è inserito in un circuito internazionale che abbraccia l’arte e il design: i suoi prodotti sono stati selezionati per la mostra “The New Italian Design” (partita dalla Triennale di Milano per un tour attraverso Madrid, Londra e Tokio), inseriti nel prestigioso catalogo Fall del MOMA di New York e ospitati negli shop dei maggiori musei d’arte contemporanea del mondo.
Andrea Ruschetti, fondatore di Ludiko, ci racconta in un’intervista il suo percorso dall’iniziale ricerca ed esplorazione della character culture, ai primissimi prototipi sino allo sviluppo del concetto/progetto di design e alla sua manifestazione fisica trasversale.
Tags: Andrea Ruschetti, cuscini, daruma, fai da te, faro, giappone, giocattoli, kidult, ludiko, made in italy, oggetti, omegna, pupazzi, pups, pups.it, schizzi, softies, toys, verbaniaDove ha inizio l’avventura?
Vivere e crescere a stretto contatto con il settore del giocattolo e percepirne l’aridità progettuale e l’impossibilità di arricchire i giocattoli con sensi oltre l’essere merce/prodotto ha sicuramente inasprito il sentimento di rivalsa dei valori che devono caratterizzare e animare un oggetto ludico e gli effetti benefici che deve e può rilasciare. Così, nel 2003, all’interno dell’Associazione Culturale Mastronauta prende forma il progetto di impresa sperimentale e primordiale “DNA r:evolutinary concept”, finalizzato a sviluppare e offrire servizi creativi per Faro (storica fabbrica di giocattoli di Omegna, Verbania, e azienda della famiglia Ruschetti n.d.r.), che ha sostenuto l’investimento per un primo mini lotto produttivo e conseguente presentazione al mercato. Nel 2005 siamo sbarcati al concept store High Tech di Milano con soli sei pezzi a forma di M, A, S, C, O, T (T), ed E.









Ultimi commenti