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  • accessori, gioielli 20 October 2011 Alessia Fabbri
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    Sciarpa di lana fatta a manoUna collezione di accessori davvero hot quella per l’autunno/inverno 2011 di ShowMe Accessori, con materiali che vanno dal soutache in seta, bottoni vintage e pietre dure fino a cotone, alluminio e ovviamente… lana. Agnese Shomefun ha un negozio online e uno offline, a Firenze, nel quale crea i suoi bijoux e gli accessori. Si racconta così: Continua a leggere »

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  • atelier e negozi 26 June 2011 dottavi
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    Istanbul Blue Mosque market wool sculptures

    Quando si dice “Non per caso”. Era il 2008 – molto prima di Blomming – quando scattavo queste foto nel piccolo bazaar vicino alla Moschea Blu di Istanbul. Città potente, tagliata in due da quello che a noi europei sembra un fiume e invece è un mare, anzi un canale che collega due mari: il Bosforo.

    Istanbul Bosforus

    Il Bosforo è una perfetta metafora, perché non si sa se unisce o divide i due continenti, Asia ed Europa. Ed è da forze contrapposte che viene l’energia di Istanbul. Così come il contrasto tra modernità e tradizione di questi cappelli.  Continua a leggere »

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  • accessori, cartoleria 29 April 2011 Alessia Fabbri
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    Il nome deriva dal giapponese “yorokobi”, che significa “letizia”: Yorokobiness è un brand di accessori fatti a mano ma non solo, è anche uno stile di vita responsabile, positivo e allegro. Il progetto, nato nell’autunno del 2010 dopo il rientro in Italia dal Giappone in transiberiana di Letizia De Antoniis – 29 anni, nata e cresciuta in Abruzzo – è ispirato ai negozietti unici che si trovano in certe strade di Tokyo e alla loro cura dei dettagli.

    Attenzione all’ecologia, con accessori e packaging il più possibile ottenuti da materiali riciclati, e socialità: attraverso il blog, la pagina Facebook e il suo canale su Twitter Yorokobiness è molto attivo nel trasmettere news e curiosità su design, arte, cucina e cultura dal mondo. E non poteva mancare l’impegno verso le popolazioni colpite dallo tzunami in Giappone: il 50% del costo per l’acquisto della spilla all’uncinetto in lana d’abruzzo naturale non trattata sarà infatti devoluto alla Croce Rossa.

    Yorokobiness è spille in lana a forma di cuore, realizzate a mano con la tecnica dell’uncinetto; collane che sono veri e propri accessori di design, studiati nei particolari e pensati per trasmettere calore e morbidezza; bamboline-orecchino in filo di cotone che hanno una forte identità e vogliono un nome (per questo la loro custodia prevede uno spazio in cui scrivere il loro nome, quasi come una carta d’identità).

    E infine, annunciare una buona notizia non è cosa da poco! Diventa più facile farlo con il fiocco nascita Yorokobiness ha un aspetto semplice e solenne allo stesso tempo ed è realizzato con stoffe riciclate e può essere usato sulla porta di casa o nella camera del bebè. Per appendere altri biglietti o le foto più belle :)

     

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  • accessori 24 March 2011 Alessia Fabbri
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    Forse per le sue origini antiche il feltro è spesso associato a un’idea di “prodotto tradizionale”. Niente di più sbagliato! Per le sue doti che associano la morbidezza della lana a una certa consistenza di spessore, il materiale si presta a infinite applicazioni, come ci dimostra anonima|Mente design, la cui ottima prima collezione di borse e accessori in feltro gioca con colori e linee essenziali con un risultato di grande rigore e raffinatezza.

    Non c’è che da ringraziare tutti coloro che hanno espresso apprezzamento per le borse che Laura Giovannini, giovane architetto, aveva cominciato a realizzare per sé, convincendola nel 2010 a proporle al pubblico fondando il marchio anonima|Mente design, oggi in vendita su Blomming.


    Con un nome che gioca ironicamente sull’estrema semplificazione formale
    , anonima|Mente realizza in realtà  prodotti tutt’altro che anonimi, anzi fortemente caratterizzati dal punto di vista estetico, originali e distintivi. L’essenzialità delle forme vuole opporsi alle mutevoli tendenze della moda, rifiutando la definizione di fashion design, e consente a ciascuno di creare un proprio stile interpretando personalmente ciò che indossa, aiutato anche dall’ampia gamma di colori disponibili.


    La parola d’ordine è “autoproduzione”: con questo si intende che il designer non segue solamente la fase di ideazione e progettazione, ma tutto il processo di realizzazione, spesso occupandosene in prima persona, proprio come fa Laura. Ciò consente dal un lato di avere un rapporto più diretto e istantaneo con le proprie creazioni, dall’altro di poter garantire la sostenibilità e l’eticità della produzione, ovvero: attenzione all’utilizzo delle risorse, scelta di materiali riciclabili e riciclati, riduzione al minimo degli scarti di lavorazione.

    Su queste basi stanno nascendo le due nuove linee primavera-estate 2011 di cui parleremo presto: una utilizzerà materiali naturali riprendendo lavorazioni tradizionali locali, mentre l’altra avrà uno stile decisamente più urban reinterpretando un materiale tutto da scoprire…

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  • abbigliamento, accessori 24 December 2010 Alessia Fabbri
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    Questa non ce l’aspettavamo. Cioè che quel morbido dolce al cucchiaio adagiato su un copricapo fosse in effetti parte dell’accessorio e non già… un’allucinazione :)

    Anche perché, bisogna dirlo, Raffaella Bichiri e Clizia Garrone – le due giovani designer torinesi di Hatdicted – giocano sporco quando ad esempio condividono la ricetta “vera” della specialità culinaria che di volta in volta ispira la realizzazione di questi accessori sul loro curiosissimo blog, dove si può anche leggere la storia del progetto raccontata con lo stile della favola per bambini e con disegni stilizzati.

    Hatdicted, nato inizialmente per produrre cappelli o copricapo in feltro con uno stile eccentrico e originale, si è evoluto in maniera più ironica e spiritosa con la collezione “Headcakes”, che presenta oggetti appartenenti alla sfera culinaria, ma riadattati come accessori: da qui quindi pretzel, gingebread, tortine, biscotti, ecc. oggi in vendita su Blomming.

    Su questo stesso concept – fatto di dolcetti, tortine, glassa e altre idee peccaminose – si baserà lo sviluppo di una linea di abbigliamento. Per ora esiste solo una T-shirt che ha per soggetto un omino di marzapane… Slurp!

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  • interviste e incontri, uncategorized 22 December 2010 Alessia Fabbri
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    Ci voleva un’amante della lana, delle sue tecniche di lavorazione e del suo potenziale creativo, per dare vita a un progetto di riscoperta di una produzione tradizionale d’eccellenza tutta italiana: la lana d’Abruzzo. Roberta Castiglione, che nel suo blog Roberta filava filava mette a disposizione innumerevoli idee, immagini e tutorial da cui trarre spunto per “crocchettare”, ha avviato una lunga ricerca delle migliori produzioni – ormai rarissime – di lana abruzzese. La selezione, che include lana biologica e lana color pecora (oggi quasi introvabile), fino alla versione moderna 80% lana 20% nylon, di facile lavaggio, è disponibile nel negozio on-line di Crea.

    Roberta ci ha fatto un regalo e ci racconta la sua avventura, con un invito per voi:

    Questa storia nasce ormai 8 mesi fa quando, per caso, ho trovato in un negozio una matassa di lana d’Abruzzo, bellissima seppur anonima e profumata di sapone. La curiosità di sapere tutto di lei, chi la produceva, chi la filava, chi la commercializzava, mi ha portata a fare scoperte sorprendenti che sono poi state alla base dell’idea per il Progetto Lana d’Abruzzo, da poco lanciato sul web.

    Qui in Abruzzo la produzione di lana c’è sempre stata, ha una sua storia ormai millenaria ma il suo mercato è rimasto fermo su una domanda locale, perché si producono ancora e solo coperte tradizionali e maglie e calzettoni a livello casalingo. E questa è la poca lana che non viene interrata o venduta come isolamento termico per la bioedilizia…

    Ancora più sorprendente è che qui in Abruzzo si produca lana Bio, che gli anglosassoni chiamano organic wool, prodotta da pecore allevate in maniera “biologica” – quindi solo su pascoli naturali e controllati – ma soprattutto lavata con metodi ecolabel, ossia senza sostanze chimiche che aggrediscono le fibre alterandone il contenuto di lanolina. Sorprendente e bellissima è la lana marrone naturale (color pecora!) che ha suscitato in me una forte emozione solo a guardarla quando mi è capitata fra le mani! In generale queste lane sono magiche… sarà il loro profumo così naturale, il colore unico e semplice, la loro sorprendente morbidezza e robustezza che le rende particolari ed emozionanti. La lana d’Abruzzo è così entrata nella mia vita!

    Nasce così il Progetto Lana d’Abruzzo, che porta in sé diversi intenti e che si rivolge a chi vorrà insieme a noi contribuire a restituire a queste lane il loro giusto valore, soprattutto attraverso idee per oggetti contemporanei, belli, semplici… e non solo calzini da notte! Vi rimando a questo proposito al mio Blog e ad un post che riporta una sorta di “Manifesto” del progetto: un invito rivolto a tutti i soggetti coinvolti a condividere questo interesse per questo nostro prodotto italiano. Continua a leggere »

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  • accessori, gioielli, interviste e incontri 31 March 2010 dottavi
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    Inauguriamo una nuova serie di post dedicati a interviste e incontri con i giovani artisti / artigiani / designer / stilisti… insomma con i protagonisti di questo nuovo modo di fare. Abbiamo conosciuto Seraina Rizzardini a FLCG – ne abbiamo parlato qua – dove ci ha raccontato della sua attività con il feltro: “La tecnica dell’infeltrimento è veramente antica; si tratta della prima forma in assoluto di manifattura tessile, dopo l’uso delle pelli degli animali. Nel nostro Paese non è molto conosciuta perchè non è mai stata parte integrante della cultura, anche se alcune zone si sono caratterizzate per questa lavorazione. Non è inoltre presente con facilità poichè si tratta di una tecnica completamente artigianale, per cui non è proprio possibile applicare dei procedimenti meccanici per eseguire la lavorazione. Questo comporta un alto costo del lavoro finito. E chi mai se lo vuole permettere oggi?”

    Coraggiosa. Il suo laboratorio di Treviso è una delle pochissime realtà in Italia a trattare il feltro, dal quale deriva ogni tipo di oggetti: “gioielleria di lana”, piccoli giochi per bambini, componenti di arredamento, luci, stole e altro. Immaginate qualcosa di più esclusivo? Qui il suo negozio Blomming e qui sotto continua la sua storia, come la racconta lei nell’intervista.

    Ci racconti di te e del tuo progetto?
    La passione per la creatività è stata sempre innata, anche se mai riconosciuta, sia in me sia nella famiglia di mia madre. In realtà non vi avevo mai posto attenzione, era un dato di fatto abbastanza scontato, ma di secondaria importanza. Per cui anche il tipo di studi è stato a indirizzo classico.

    La svolta c’è stata nel 2001, quando mio figlio era piccolo e io ho avuto del tempo per me a casa. Ho trovato un sacchettino di lana tinta vegetalmente in un catalogo di prodotti per l’infanzia, e questo mi ha incuriosita notevolmente. Casualmente una mia cugina, che vive nel Sussex e conosceva la tecnica, era in visita da noi e mi ha fatto vedere come infeltrire una piccolissima superficie, un pezzettino di feltro di cinque centimetri.

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  • accessori, idee strane 30 November 2009 Valentina Locatelli
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    Si chiama Frimba, che in latino volgare significa frangia e nasce per i vicoli fiorentini, dall’idea di una giovane disegnatrice. E’ un copricapo versatile, anticonformista e trasformista; per fortuna che sul sito c’è una guida con le istruzione perchè, a seconda della posizione e dei nodi, diventa sciarpa, cappello, gilet, scaldacuore e capigliatura. E’ sicuramente un accessorio eccentrico e originale, quasi uno scherzo che interpreta uno stile giocoso e divertente.
    Da quest’autunno, nelle vetrine di tutto il Paese, si possono trovare i capi della prima collezione ispirata ai colori del vento autunnale riflessi sulla terra e sul mare. I modelli Maxi e Fine utilizzano tinte naturali e calde, ideale invece per l’inverno il modello Bouclè realizzato in soffice lana, stesso materiale ma alternato a fili di lurex nel modello Lurex per uno stile luminoso e romantico.

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  • soprammobili 18 March 2009 admin
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    The plaid becomes fractal math, the pullover becomes an object: Tatting my doilies.

    Dollies

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