-
gioielli 7 March 2011

Le creazioni Isariusa nascono da un lavoro di rilettura degli elementi di scarto che produce la società moderna: materiali inutilizzati vengono riassemblati in un processo di riuso e ricostruzione di senso che si fa strumento di richiamo degli aspetti più magici della vita.Attualmente Isariusa propone la sua linea di bijoux in vendita su Blomming: mattoncini colorati montati con cura su supporti di metallo. Per un tocco di classe che non si fa mancare ironia e freschezza.
Tags: anelli, bijoux artistici, blommer, bracciali, collane, colore, gioielli, isariusa, lego, riciclo, riuso -
gioielli 31 January 2011

Tags: alessandra antonelli, alessandra von kitch, argilla polimerica, argilla sintetica, bijoux artistici, blommer, ceramica plastica, cerasa's kitchen, cerchietti, collane, forno, materiali termoindurenti, pasta sintetica, pasta termoindurente, plastica modellabile, polymer clay
“Nella mia vita passata probabilmente ero un fornetto!” Si presenta così Alessandra Antonelli di Cerasa’s Kitchen, i cui “not edible jewels” sono fatti di paste sintetiche e plastica modellabile dipinta a mano – entrambi materiali termoindurenti. Con una cesta di capelli rosa, Alessandra indaga il suo talento attraverso contaminazioni di colori e stili diversi. E l’utilizzo di uno dei più avanzati sistemi di e-commerce attualmente sulla piazza ;) -
gioielli 24 January 2011

Questi simpatici rotolini sono argilla polimerica allo stato grezzo, materiale che si trova in commercio in varie tipologie di colori e formati che differiscono per alcune caratteristiche, come consistenza, tempi e temperatura di cottura. Molto apprezzata soprattutto all’estero, l’argilla polimerica viene trasformata con il calore delle mani e l’utilizzo di utensili di vario tipo. La lavorazione comprende il condizionamento della pasta al fine di ottenere forme e colori determinati e la cottura, che rende la pasta resistente al caldo, al freddo, al gelo, all’umidità e all’acqua.
Con il marchio ClayArt Rossella Puoti realizza varie tipologie di manufatti – diversi per tipologia di oggetto (dal gioiello all’accessorio al pezzo d’arredamento), tecnica di realizzazione (es. “millefiori” o “skinner blend”) e per finalità (dal gioiello personalizzato a quello per esposizione in galleria e numerose altre possibilità) – e da pochi giorni ha inaugurato il suo Blomming Shop.

L’argilla polimerica è un materiale affascinate che si presta ad essere lavorato per mille usi diversi e non c’é limite alle possibilità in termini di forme e colori che è possibile ottenere. Mi consente di condividere idee, sentimenti, pensieri che esprimo attraverso la modellazione dei miei manufatti ed è sempre entusiasmante vedere come i miei lavori vengono interpretati e vissuti da chi li osserva e li indossa. Si tratta di uno scambio reciproco e costante, che mi arricchisce e mi offre nuovi spunti e alimenta la mia motivazione e il mio entusiasmo.
Rossella si sta attrezzando per aprire un atelier nel centro di Caserta. Nel frattempo riceve le sue amiche/clienti nel laboratorio “casalingo”, ma comunque molto efficiente e accogliente, organizzando anche piccoli eventi per mostrare il suo lavoro in un contesto familiare e dare modo alle persone di vedere, toccare, provare e decidere liberamente se e cosa acquistare. Non ha una vera e propria formazione artistica: ha ripreso in mano un vecchio hobby quando l’attività professionale scelta si è rivelata deludente, investendo nel corso degli ultimi anni sempre più tempo e risorse, fino a decidere di farne la sua attività principale…E con che risultati!
Tags: argilla polimerica, argilla sintetica, artigianato, bijoux artistici, blommer, caserta, ceramica plastica, collane, fatto a mano, materiali termoindurenti, pasta polimerica, pasta termoindurente, polymer clay, Skinner Blend, tecnica millefiori, tecniche di lavorazione dell'argilla -
gioielli 12 January 2011

Sono gioielli contemporanei ispirati alle gorgiere storiche quelli di Silvia Beccaria, che dalla passerella di So Critical So Fashion ci ha lasciato letteralmente a bocca aperta.L’eleganza e la bizzarria di questi antichi accessori d’abbigliamento chiamati “lattughe” in Italia riecheggia nelle creazioni di Silvia, che per la sua collezione ha deciso di attribuire a ciascun pezzo il nome di una lattuga-ortaggio: nascono così, tra le altre, Trocadero, Glaciale di Lubiana, Rossa di Montpellier.
Silvia realizza i propri gioielli contemporanei su telai manuali impiegando fibre tradizionali arricchite da inserzioni inusuali, estranee alle consuetudini tessili e frutto della sua ricerca e sperimentazione.
La definizione di “fibra” viene da lei estesa ad includere sia i materiali tradizionali della tessitura come lana, lino, stoffa, tessuti, sia – e principalmente – quelli mutuati da altri ambiti operativi come carta, gomma, plastica, metallo e celluloide fino ad inserirvi anche spighe e foglie di grano secche. Materiali scelti per le loro caratteristiche di consistenza, elasticità, trasparenza e colore, con un comune denominatore: la “tessibilità”, ossia la loro adattabilità al telaio, alla rigida flessibilità della trama e dell’ordito.
E se non avete mai sentito il rumore del telaio andate sul sito dello Studio Filarte!
Tags: bijoux artistici, collane, collane-colletto, gorgiere, lattughe, materiali strani, palloncini, plastica, pvc, silicone, silvia beccaria, so critical so fashion, tessitura -
gioielli 30 December 2010

Un bel giorno, qualche anno fa, è venuto a trovarmi un ospite inatteso che – scivolando da dietro al mio bancone in una farmacia di Tolosa – mi ha sussurrato: “Sei veramente sicura che sia questa la vita che vuoi?”. Questo ospite – in arte “destino” – ha cambiato la mia vita e da quel giorno ho iniziato a camminare, senza più guardarmi indietro.
Delphine Tosi – la cui produzione abbraccia collane, bracciali, orecchini, gemelli, anelli (anche realizzati su misura), e che ha appena aperto il suo store su Blomming – inizia così a raccontare la sua storia, simile a quella di molti altri che, avendo riconosciuto in sé un talento particolare, hanno saputo costruirsi un percorso “alternativo”, spinti da nuova passione e consapevolezza.
Tre le tappe fondamentali del suo percorso.
La prima è stata un lungo viaggio nel cuore dell’Africa nera, le cui bellezze naturali hanno stimolato la sua curiosità e la sua volontà di tradurle in gioielli. Da qui l’attenzione non tanto per i materiali rari e pregiati, quanto per la loro combinazione, la simbologia, il potere evocativo che possono manifestare. La seconda, probabilmente maturata proprio durante quel viaggio e svelata al ritorno, è stata la scoperta di una “manualità” e di una “creatività” fino ad allora sconosciute anche a sé stessa. La terza è stata la tappa del completamento, grazie ad uno sguardo fortuito, straniero ma estremamente professionale: l’incontro con il suo maestro.
Tags: anelli, argento, artigianato, bijoux artistici, blommer, bracciali, collane, delphine tosi, fatto a mano, lavorare l'argento, propano -
gioielli 11 December 2010

La storia di Dorothy del Mago di Oz, per il suo fascino evocativo e la potenza iconica degli oggetti ad essa legati, non poteva mancare nel percorso di un marchio legato ai temi del fiabesco e della fanciullezza quale è Puella di Barbara Barbantini (l’avevamo conosciuta a Fashion Camp).È così protagonista della linea “Polvere di Stelle”, che segnerà la stagione s/s 2011, una collana che si compone di eleganti silhouettes in plexiglass che, come in uno scanzonato girotondo, mostrano Dorothy, il cane Toto, le magiche scarpette e la bacchetta magica della Strega del Nord, nonché la casetta del Kansas portata via dal tornado. E accanto a questa spille, collane, bracciali, mono e bi-orecchini realizzati in metallo, plexiglass nero, avorio e madreperla, accostati a charms trovati nei mercatini e rieditati in esclusiva per il progetto.
In questo a/w 2010-11 Puella propone invece la collezione “Dans le bois“, in cui bijoux dal gusto francese mixano piccole volpi in metallo, foglie in plexiglass, cristalli di vetro, boule in legno d’ulivo e nastri in seta.Ma prosegue anche “Lost and Found“, una collezione di gioielli piece unique composti da bijoux d’epoca, pizzi francesi, cristalli in vetro, objet trouvé, tessuti vintage che divengono elementi decorativi incastonati in telai metallici. Creazioni in cui la combinazione di catene in metallo su cui fioriscono petali in seta, vecchi ingranaggi, ex voto, medaglioni con vecchie fotografie recuperati nei banchi di brocantage o nei vecchi bauli sono un poetico e allusivo richiamo alla memoria e agli oggetti modificati dal tempo, che rivivono attraverso il riuso creativo.
Tags: avorio, bijoux artistici, bracciali, charms, collane, Il Mago di Oz, madreperla, metallo, orecchini, pizzo, plexiglass, Puella -
gioielli 29 November 2010


“Se per un cuore di metallo servono talismani d’oro, e per un cuore pulsante oggetti rari che di storia ne hanno vista e vissuta… Se per ogni bottone recuperato ho ritrovato i suoi chilometri percorsi e una parte delle parole sentite, ogni mia collana è un collage di posti e ricordi”.Da S. Stino di Livenza, in provincia di Venezia, Chiara Martina Jarno Trentin, in arte Chimajarno, crea bijoux con bottoni coloratissimi, nuovi o riciclati ma anche realizzati con materiali di recupero come quelli della nuovissima collezione di “Ecobottoni” in cui vecchi cd (videogiochi per pc), banner in PVC ma anche tappi, scarti di jeans e bottiglie in plastica assumono nuova forma.

La storia inizia molti anni fa, di fronte a una scatola di latta della nonna piena di bottoni che Chiara si divertiva a ordinare per dimensione per colore (mhm, certo che quello dei giochi con la nonna è davvero un tema ricorrente per i creativi!). Ed ecco che da grande, autodidatta, ha iniziato ad aggregare, intrecciare, annodare, mescolare bottoni dando forma a monili che creano una nuova funzione per questi piccoli oggetti così ricchi di fascino.
Tags: bijoux artistici, bottoni, Chiara Martina Jarno Trentin, Chimajarno, collane, creare gioielli con bottoni, ecobottoni, riciclo, venezia -
gioielli, soprammobili 11 October 2010

Cartapesta: verrebbe da pensare che è un materiale poco resistente, e invece è leggero, infrangibile ed estremamente duttile. Tecnica povera di lavoro plastico, si prepara utilizzando prevalentemente carta e stracci intrisi di colla vinilica o, in alternativa, colla di farina. La conosciamo un po’ tutti per i carri di Carnevale, ma questo materiale si presta anche all’elaborazione di forme molto più piccole…CartEssenza (qui su Facebook) nasce circa quattro anni fa, quando la genovese Emanuela Mae Agrini ha sentito il desiderio di creare qualcosa di suo, che non dovesse scendere a compromessi con il resto del mondo. Da allora il portfolio è in costante crescita e oggi comprende anelli, ciondoli, spille, orecchini, bracciali, collane impermeabilizzate con resina ma anche scatole, complementi d’arredo e vari altri “works”.
Ho iniziato a sperimentare la tecnica della cartapesta da autodidatta, scegliendola perché colpita dalla possibilità di creare da me, oltre alle opere, anche il materiale.
Con studi artistici e una laurea in Beni Culturali alle spalle, Mae si ispira nello stile all’arte primitiva e primaria come a quella barbarica e tardo-antica, sia nelle forme semplici ed universali che nei colori metallici e velati, mentre le decorazioni riprendono il concetto di recupero e riciclo dei materiali insito nella cartapesta essendo realizzate nella maggior parte con bottoni, spago, fil di ferro.
Emanuela è una di quei makers che coltiva la propria passione in un piccolo laboratorio casalingo, al contempo spazio di libertà e di espressione e sede di tutta la sua produzione. Sogna di aprire un atelier tutto suo in qualche piccolo paese sul mare nella sua bella regione. Mae, ci inviti all’inaugurazione vero?
Tags: anelli, bijoux artistici, bottoni, bracciali, cartapesta, cartessenza, ciondoli, collane, complementi d'arredo, fil di ferro, gioielli di carta, orecchini, paper-mâché, riciclo, scatole, spago, spille -
gioielli 4 October 2010

Da Brezzo di Bedero, paesino sul Lago Maggiore, Gloria Di Blasi ha dato vita a una piccola attività artigianale per la produzione di pezzi unici di bijoux e accessori per capelli. Scacco alle Regine utilizza la tecnica della Laminated Paper Art per creare orecchini, collane o charms con immagini di volta in volta ideate graficamente al computer e quindi stampate e plastificate.
L’ultima collezione di Gloria si ispira ai suoi personaggi prediletti, cui sono di volta in volta associati uno stato d’animo o un motto di spirito: Totò, con la sua fisionomia un po’ stramba e le parole irriverenti e provocatorie; Audrey Hepburn, classico della femminilità romantica e sognatrice chic; la Gioconda, cui ironicamente assegna la frase “felici almeno un’ora al giorno”; Shakespeare, con il suo dubbio amletico… Da indossare a seconda dell’umore.
Tags: accessori, bijoux artistici, brezzo di bedero, carta, carta plastificata, charm, collane, gioielli, gloria di blasi, laminated paper art, orecchini, scacco alle regine
-
gioielli 20 September 2010


Il gioiello è una forma d’arte, indipendentemente dai materiali e dalle tecniche con cui è stato realizzato. Non si esprime esclusivamente in ambito orafo: può essere veicolo di un’idea oltre che di bellezza. Può essere espressione e sperimentazione della persona che lo crea. E di chi lo indossa, se ne condivide l’essenza.È questa la filosofia di Eleonora Battaggia, che per la sua produzione ha scelto un nome antico e ricco di significati: Caracol. Si chiama così un famoso monumento Maya, ma oggi “Los Caracoles” in Messico sono anche spazi di autonomia delle popolazioni native. Infine in spagnolo significa “chiocciola”, il suo disegno una spirale che si avvolge in un crescere senza fine.
Il suo interesse per l’arte orafa si è rivelato fin dai primi passi nei laboratori della scuola che avrebbe frequentato: “Mi sono specializzata in incastonatura, in fusione a cera persa, in incisione a bulino, in smalti a fuoco e intanto, lungo la mia strada di orafa e di insegnante orafa, ad un certo punto ho sentito forte l’esigenza di liberarmi dagli schemi fissi dell’oreficeria classica, di svincolarmi da materiali e dalle tecniche canoniche e pesanti dell’oreficeria tradizionale. Ho sentito il bisogno di essere libera di sperimentare materiali non per forza preziosi, di mescolare tecniche alternative cercando, di volta in volta, i mezzi adatti per esprimere l’idea che ho in mente”.Così oggi Eleonora cerca di recuperare e riciclare materiali, di dare una collocazione diversa a materiali semipreziosi da valutare per la loro bellezza e per la loro essenza di materiali naturali, non per il valore monetario. Valutandoli sempre con l’attenzione imparata da orafa: per l’indossabilità, la durevolezza e la precisione.
Seguitela sulle sue pagine Facebook e Myspace!
Tags: bijoux artistici, caracol, collane, eleonora battaggia, fatto a mano, gioielli, oreficeria, riciclo, spille, stoffa





















Ultimi commenti