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Non ti senti un po' artista anche tu?
Blomming.com
  • accessori, gioielli 26 August 2011 Alessia Fabbri
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    Autorevole rappresentante della ben nota Street, Lorena Bombardelli in arte Maracanta ha iniziato l’attività di creativa qualche anno fa creando bijoux a partire da semplici pietre: oggi il suo Blomming Shop ospita una produzione che spazia da scarpe, a borse e cinture il più delle volte realizzate a partire da materiale riciclato come vecchi jeans, camicie, gonne ecc.

    Lavori dai colori forti e accattivanti quelli di Maracanta, che con i suoi gioielli – in cui intesse giochi di pietre e paillettes, bottoni, resine – partecipa anche alla mostra interazionale di arte di Londra.

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  • abbigliamento, accessori 17 January 2011 Alessia Fabbri
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    Che non ve la siete dimenticati lo diamo quasi per scontato. La novità è che quella matta di Roberta Mengozzi di CosediRò ha rinnovato il suo canale YouTube aggiungendo una serie di minivideo come questo, “per scegliere il tuo capo CosediRò” e molto altro… “For strong people!“, come dice la nonna Maura!

    p.s. CosediRò is blomming :)

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  • abbigliamento, accessori 14 September 2010 Alessia Fabbri
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    Cose: come gli oggetti che amiamo, che usiamo, che ci somigliano. Come tutto quello che mettiamo intorno o addosso per divertirci, per stare meglio, per sentirci unici. UAU: come l’esclamazione che esprime sorpresa e meraviglia. E una sintesi: CoseUAU.

    Per Giulia Pappalardo, che nasce a Catania “trenta, ma più verso i quaranta, anni fa”, CoseUAU è anche un modo per dire che le sue creazioni sono Uniche, Anarchiche, Utili. Pezzi unici e irripetibili, frutto di una manualità esperta ma anche della tecnologia. Oggetti che seguono ognuno le proprie regole, anziché seguire le mode. Cose fatte per essere belle, senza perdere mai di vista la funzionalità.

    Giulia ama il plexiglass ed è giocando con i colori e le trasparenze di questo materiale che realizza gli anelli della collezione Fru Fru, mentre nelle borse coseUAU lo abbina alle atmosfere retro delle stoffe anni ’60 e ’70 a motivi floreali e geometrici.

    Il tutto rigorosamente “Hand made in Sicily with love”.

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  • accessori, gioielli 11 July 2010 Alessia Fabbri
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    Trasformare il tessuto giapponese comunemente usato nella confezione dei kimono in cordoni annodati e intrecciati alla maniera delle cinture Obi o delle pettinature tradizionali. Il risultato: sorprendenti collane, spille, orecchini, cinture e anche simpatici pupazzetti nippon-style.

    Questo fa Claire Quillier, nata a Cannes 30 anni fa, una laurea in storia dell’arte e un diploma in lingua e civilizzazione giapponese, ma soprattutto una grande passione per i gioielli e gli accessori, che a Parigi confezionava esclusivamente per le amiche. I primi contatti con l’Italia li ha avuti frequentando un corso di nudo a Firenze, poi, 4 anni fa, il trasferimento in Sicilia per lavorare nel settore del turismo. Dove ha trovato un’ispirazione particolare…

    Non so se è il clima o l’energia che c’è in Sicilia ma il bisogno di riprendere a creare si è fatto subito sentire in me. È qui che mi è venuta l’idea di fare convergere i due mondi che mi fanno sognare da sempre, così sono nate le prime collane fatte con tessuto giapponese: un’idea nuova, mai vista altrove… nemmeno in Giappone!

    Mi piacciono i colori vivaci e i motivi particolari dei tessuti giapponesi. Più recentemente però ho cominciato ad usare anche altri materiali come il feltro, per creare borse. Ho cercato di ricreare questo spirito giapponese disegnando delle scene sotto forma di silhouette che taglio e incollo sulle mie borse, avvicinandomi ad un universo più infantile ma sempre legato in qualche modo alle mie prime passioni.

    Un esempio di come si possono variare tecniche e genere mantenendo sempre una linea personale. Chapeau!

    Altre immagini qua sotto! Continua a leggere »

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  • abbigliamento, accessori, atelier e negozi 11 June 2010 Alessia Fabbri
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    CoseDiRo’ è il mio marchio

    Roberta è il mio nome

    CoseDiRo’ cuce

    Roberta fa l’attrice

    …cuce a memoria, senza scuola, rubando gli insegnamenti della Maura, la nonna “radical-romagnola”, testimonial della linea “La Maura Style Collection”.

    CoseDiRo’ è per signorine che amano la cucina ma non ai fornelli, per donne che amano lo stile ma non le linee dritte e per bottoni di stoffa che si credono abiti.


    Roberta Mengozzi l’abbiamo trovata al Miami e se avessimo dovuto votare per un espositore avremmo sicuramente scelto lei. Con i suoi coloratissimi cerchietti-chapeau, gli obi (cinture giapponesi), i colli, gli abiti e le T-shirt, le borse, ma soprattutto i suoi bottoni di stoffa, lo stand di CoseDiRo’ non poteva che saltare all’occhio, complice la mitica nonna Maura, “radical-romagnola dal liscio ai passatelli”, che faceva capolino da un piccolo schermo a svolgere la sua funzione di testimonial del marchio (non perdetevi il video!).

    Siamo appassionati di storie. Ecco la sua:

    CoseDiRò è nato un pomeriggio di maggio, tra un vestito troppo stretto, la mancanza di denaro e la disperata necessità di modificare modelli o cuciture ormai inadeguate. È nato davanti una tazza di tè alla menta, davanti ad un ago mai preso in mano prima e ai bottoni di mia nonna… “sapientemente sottratti” nel tempo. Mi ritrovavo improvvisamente con una quantità indescrivibile di bottoni, di tutte le misure, di tutti colori, di tutte le provenienze. I bottoni per me sono la vera anima di ogni vestito. E quasi senza pensarci ho cominciato a cucire questi pezzi di anima alla rinfusa su ogni vestito, maglia, borsa del mio armadio. Ben presto però ho provato l’irrefrenabile voglia di dare ai miei bottoni un contorno nuovo, originale, pensato apposta per ognuno di loro.

    Tutte le creature CoseDiRò nascono da 3 grandi suggestioni: il giappone, il vintage-retrò e soprattutto lo stralunato e infinito armadio della Maura. La stessa nonna che cucina succulenti piatti romagnoli mentre Roberta pensa a una linea dedicata a “signorine che amano la cucina ma non ai fornelli”.

    Roberta non ha mai studiato per fare la stilista. Il liceo linguistico l’aveva scelto perché sognava di innamorarsi follemente di un pilota d’aereo, di volare con lui e nel frattempo fare la hostess… “Sfortunatamente, a 18 anni ho avuto un black-out generale e ormai la cronica paura di volare mi ha impedito di continuare a pensare a quella follia adolescenziale. Grazie al cielo!

    La passione per la recitazione invece ha radici molto profonde: “Da bambina mi ritrovavo troppo spesso a far monologhi davanti agli alberi del mio giardino e come unici testimoni i miei nonni, fedeli alleati nel tempo”. L’accademia d’arte drammatica le ha portato successi e lavori interessanti, alcuni anche molto importanti, ma la professione d’attrice non è facile… “Da qualche anno questa folle e poco compresa scelta di vita, mi ha portata troppo spesso ad aspettare telefonate che, a volte, non arrivavano mai, lavori non pagati, sofferenza e soprattutto disagi emotivi, nonostante io continui a provare una forte attrazione per il mio mestiere”. Intanto però come stilista va alla grande :)

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  • abbigliamento, accessori, atelier e negozi, gioielli 2 June 2010 Alessia Fabbri
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    Bergamo. Dietro grandi vetrate a volta decorate da ciclamini e magnolie si scopre l’Atelier Moki, laboratorio creativo di moda dove si rivive lo spirito delle sartorie di un tempo.

    Carriera forense abbandonata, passione per l’arte e il design, Monica Silva aka Moki (la trovate anche su Facebook e Myspace) ha intrapreso il cammino di stilista sospinta dall’entusiasmo raccolto tra le amiche, per cui realizzava accessori un po’ per gioco e un po’ per passione… Da lì a dedicarsi completamente a un vero e proprio progetto creativo e imprenditoriale il passo è stato breve, complici una buona dose di creatività e la passione per le arti manuali.

    La mia musa ispiratrice è Audrey Hepburn e la mia scuola di riferimento la sartoria degli anni Quaranta e Cinquanta, da cui ho ereditato la ricerca dei tessuti e l’attenzione per le rifiniture. Disegno e realizzo sartorialmente ogni capo, tutti pezzi unici caratterizzati da una molteplicità di utilizzo, con modelli che vengono riproposti in più variabili: di volta in volta cambia il tessuto o il dettaglio.

    L’atelier diventa così un laboratorio creativo, dove il punto di forza è la molteplicità degli usi per ogni capo o accessorio: una capiente borsa si sdoppia con una pochette al suo interno, un mini-borsa si trasforma in una cintura, una lunga collana a doppio giro dà vita a un girocollo e a un bracciale.

    Nel salotto dall’atmosfera familiare le clienti possono curiosare tra abiti, cappelli, borse e collane in stile retro e, sorseggiando una tazza di tè, chiacchierare di moda per esaudire un desiderio: creare un capo capace di rendere il loro stile unico e prezioso.

    Qua sotto altre foto! Continua a leggere »

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