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Non ti senti un po' artista anche tu?
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  • gioielli 29 September 2010 Alessia Fabbri
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    Arte, gioco, matematica e tecnica. Il fascino racchiuso dentro le pieghe di carta degli origami colpisce i più, compresi gli scienziati, che da quest’antica tradizione stanno facendo emergere importanti applicazioni tecnologiche. È questo il tema di “Between the Folds“, interessante film documentario di cui vi proponiamo il trailer:

    Queste sculture di carta possono avere le forme più inimmaginabili, e c’è chi ha pensato di farne dei veri e propri gioielli. In rete abbiamo scovato l’artista belga Tine De Ruysser, che crea bracciali e collane a partire dalle banconote, Frucci Design , che realizza capolavori da riviste, mappe e persino borse della spesa di carta, mentre con il loro marchio Origami Jewellery i parigini Claire & Arnaud, in deroga alla tradizione, lavorano con fogli di argento e oro.

    E se questo forse non è proprio alla portata di tutti, ci si può divertire a trasformare un semplice tovagliolo di carta in una rosa :)

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  • gioielli 1 July 2010 Alessia Fabbri
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    La carta e ogni altra materia prima lavorata a mano portano con sé gli umori e le emozioni delle persone che le hanno toccate (o anche solo sfiorate), dei posti dove sono state. È forse questo il segreto del fascino dei gioielli di Angela Simone, che tanto sembrano voler raccontare. “L’amore per la carta mi accompagna da sempre, ma solo da qualche anno ho scoperto il piacere di utilizzarla, pregiata o riciclata, per farne dei gioielli. Amo la carta, il suo profumo, la sua consistenza. La sua anima, fragile e forte insieme.”

    Impiegando delle specifiche tecniche di preparazione dei materiali come il “suminagashi”, che colora la superficie della carta con china sparsa in acqua, donando un effetto d’onda, o il “quilling”, il gesto di arrotolarla strettamente, Angela realizza gioielli ora leggerissimi trattenuti da fili vaporosi, ora in cartoncino ondulato domato come fossero opere costruttiviste. Inventa così perle resistenti, impermeabili all’acqua e sempre sorprendenti: larghe o strette, grandi o piccole, panciute o asciutte, barocche o minimaliste, legate con fili e filati senza limiti di poesia, dal cordone alla lana, dalla coda di topo al cordino di caucciù, dal tulle alla canapa. Con collezioni che cambiano a seconda delle stagioni.

    I miei gioielli non sono così impermanenti come si potrebbe pensare. Tutt’altro. Lavorando con la colla carte di pesi e grammature diversi, si possono inventare perle resistenti, impermeabili all’acqua e sempre sorprendenti: larghe o strette, grandi o piccole, panciute o asciutte, barocche o minimaliste. Per legarle insieme scelgo fili e filati, senza limiti di fantasia: dal cordone alla lana, dalla coda di topo al cordino di caucciù, dal tulle alla canapa. Nascono così collane, ciondoli, bracciali, orecchini ogni volta unici, tattili, originali: vivi!

    Nonostante il lavoro di graphic designer la tenga spesso incollata al computer, Angela non ha mai dimenticato il suo primo amore: la carta e, di conseguenza, il “fare con le mani”. Creare gioielli di carta è stato per lei come compiere un passaggio naturale dalla bidimensionalità della pagina alla tridimensionalità di collane e bracciali: se impaginare un giornale richiede abilità nell’unire immagini e parole, allo stesso modo creare un gioiello significa esprimere gusto, armonia e ricerca di equilibrio tra forme, materiali, pesi e colori. “Credo che il lavoro sui bijoux di carta sia per me un momento di passaggio, mi sto lentamente avvicinando a una nuova fase puramente artistica. E sono convinta che la dimensione artigianale sta in mezzo, tra la mente e il cuore.”

    Saranno sì “artigianali”, ma intanto le sue creazioni sono già state presentate in numerose sedi internazionali dell’arte, come l’Expo Porte de Versailles a Parigi o il Design Museum della Triennale di Milano… Complimenti :)

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  • abbigliamento, accessori, atelier e negozi, gioielli 2 June 2010 Alessia Fabbri
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    Bergamo. Dietro grandi vetrate a volta decorate da ciclamini e magnolie si scopre l’Atelier Moki, laboratorio creativo di moda dove si rivive lo spirito delle sartorie di un tempo.

    Carriera forense abbandonata, passione per l’arte e il design, Monica Silva aka Moki (la trovate anche su Facebook e Myspace) ha intrapreso il cammino di stilista sospinta dall’entusiasmo raccolto tra le amiche, per cui realizzava accessori un po’ per gioco e un po’ per passione… Da lì a dedicarsi completamente a un vero e proprio progetto creativo e imprenditoriale il passo è stato breve, complici una buona dose di creatività e la passione per le arti manuali.

    La mia musa ispiratrice è Audrey Hepburn e la mia scuola di riferimento la sartoria degli anni Quaranta e Cinquanta, da cui ho ereditato la ricerca dei tessuti e l’attenzione per le rifiniture. Disegno e realizzo sartorialmente ogni capo, tutti pezzi unici caratterizzati da una molteplicità di utilizzo, con modelli che vengono riproposti in più variabili: di volta in volta cambia il tessuto o il dettaglio.

    L’atelier diventa così un laboratorio creativo, dove il punto di forza è la molteplicità degli usi per ogni capo o accessorio: una capiente borsa si sdoppia con una pochette al suo interno, un mini-borsa si trasforma in una cintura, una lunga collana a doppio giro dà vita a un girocollo e a un bracciale.

    Nel salotto dall’atmosfera familiare le clienti possono curiosare tra abiti, cappelli, borse e collane in stile retro e, sorseggiando una tazza di tè, chiacchierare di moda per esaudire un desiderio: creare un capo capace di rendere il loro stile unico e prezioso.

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  • accessori, gioielli 9 November 2009 Valentina Locatelli
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    Ispirata all’haute couture Oye Emiko crea uno stile urbano: gioielli e sculture con materiali riciclati, LEGO, metalli e pietre preziose. Le sue opere vogliono trasformare in modo sottile l’identità di oggetti d’uso quotidiano per ispirare nuovi dialoghi sul nostro rapporto con l’ambiente.
    Temi centrali del progetto sono il consumismo e il valore, l’avidità delle imprese e dei media, la guerra e la violazioni dei diritti civili. L’artista utilizza le sue creazioni come veicolo per sensibilizzare in modo “seducente”. I suoi gioielli e le sculture concettuali sono in mostra in tutti gli Stati Uniti e in Europa.

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