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Non ti senti un po' artista anche tu?
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    July 11th, 2010Alessia Fabbriaccessori, gioielli

    Trasformare il tessuto giapponese comunemente usato nella confezione dei kimono in cordoni annodati e intrecciati alla maniera delle cinture Obi o delle pettinature tradizionali. Il risultato: sorprendenti collane, spille, orecchini, cinture e anche simpatici pupazzetti nippon-style.

    Questo fa Claire Quillier, nata a Cannes 30 anni fa, una laurea in storia dell’arte e un diploma in lingua e civilizzazione giapponese, ma soprattutto una grande passione per i gioielli e gli accessori, che a Parigi confezionava esclusivamente per le amiche. I primi contatti con l’Italia li ha avuti frequentando un corso di nudo a Firenze, poi, 4 anni fa, il trasferimento in Sicilia per lavorare nel settore del turismo. Dove ha trovato un’ispirazione particolare…

    Non so se è il clima o l’energia che c’è in Sicilia ma il bisogno di riprendere a creare si è fatto subito sentire in me. È qui che mi è venuta l’idea di fare convergere i due mondi che mi fanno sognare da sempre, così sono nate le prime collane fatte con tessuto giapponese: un’idea nuova, mai vista altrove… nemmeno in Giappone!

    Mi piacciono i colori vivaci e i motivi particolari dei tessuti giapponesi. Più recentemente però ho cominciato ad usare anche altri materiali come il feltro, per creare borse. Ho cercato di ricreare questo spirito giapponese disegnando delle scene sotto forma di silhouette che taglio e incollo sulle mie borse, avvicinandomi ad un universo più infantile ma sempre legato in qualche modo alle mie prime passioni.

    Un esempio di come si possono variare tecniche e genere mantenendo sempre una linea personale. Chapeau!

    Altre immagini qua sotto! Read the rest of this entry »

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    July 4th, 2010Alessia Fabbriaccessori, eventi, moto e cicli

    Molto più che di una semplice fiera della moda, Bread and Butter è nata a Colonia, ha fatto i suoi primi passi a Berlino per poi consolidare il suo ruolo internazionale a Barcellona. La kermesse di urban e streetwear più importante d’Europa torna quest’anno a Berlino, la sua città natale – una città che trabocca di creatività, innovazione e futuro – e i battenti della nuova location, l’ex aeroporto di Berlin-Tempelhof, si aprono tra pochi giorni (7-9 luglio).

    Fra gli espositori, allo stand ST 17.5, gli amici di Hell’s Kitchen (ne avevamo parlato qua). Un brand che prende il nome da quella che era un tempo la zona più malfamata di Manhattan, adesso convertitasi in quartiere super cool, una filosofia che è riassunta nelle parole del designer Marco Lai: “Se una larva può diventare una farfalla, se un parassita può diventare una perla, se un pezzo di carbone può diventare un diamante, ma soprattutto, se la sfiga di bucare una gomma può diventare un’idea… ecco che anche una camera d’aria diventa improvvisamente una borsa. Anzi, una collezione di borse”.

    A Berlino HK propone la propria collezione di borse ed accessori urban style rigorosamente neri, il nero “naturale” di camere d’aria dei camion, moto e biciclette, o di cinture di sicurezza delle auto… 100% chic recycle!

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    June 18th, 2010Alessia Fabbriaccessori, atelier e negozi, design, eventi, gioielli

    Entrare in un negozio di arredamento e trovarsi immersi, quasi per caso, in una sorprendente selezione dell’arte del riciclo italiana. Ci è successo oggi a Bari, da Leccisi Collection.

    Alessio de’ Navasques ci è venuto incontro e ci ha guidato attraverso i due piani di showroom che per quattro giorni, fino a domenica 20 giugno, ospitano la mostra “Recycle, moda e design all’insegna del riciclo”.

    C’è Paola Monorchio, creatice del marchio Glix, che trasforma brani e strisce di tessuti preziosi o di vecchie tappezzerie scartati dalle precedenti produzioni in magnifici colli e gioielli da indossare come abiti. Poi i lampadari, quelli di Daniela Galluzzo, come bolle di filo colorato, dagli scarti di lavorazione delle sartorie, o quelli di Ilaria Sadun di Metamorfosi, come cascate con sezioni di bottiglie fuse. E ancora l’ethical fashion di Made in Carcere, con la sua collezione di borse realizzate con scarti di tessuto dalle detenute del carcere di Lecce, e l’eco-design di Mark-Pepper, duo di giovani designer napoletani che creano lampade, orologi e appendiabiti con legni di recupero e scarti di lamiera. Margherita Marchioni con il progetto Materiamorfosi e Carola Pasquino con C73, poi, interpretano a loro modo l’idea del bijoux: la prima realizza collane con bottiglie di plastica, tappi, cavi e matite colorate collane poetiche e che ci riportano all’infanzia (ehm, ho fatto acquisti: la mia collana è fatta di guanti da cucina riciclati – vedi foto), mentre la seconda si ispira la futurismo per creare gioielli luccicanti e stravanti con gli scarti industriali delle materie plastiche.

    Giovani creativi che reinventano forme e funzioni di oggetti già esistenti affiancano le nuove produzioni di aziende affermate, in un suggestivo allestimento all’insegna dell’eco-design.

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    June 9th, 2010Alessia Fabbriabbigliamento, accessori, idee strane

    Si può scegliere un certo capo di abbigliamento perché con quello vogliamo comunicare qualcosa. La novità è che si può cambiare il messaggio che indossiamo. Anche più volte al giorno.

    Play-Shirt è una linea di abbigliamento e accessori decisamente fuori dal comune: i prodotti sono realizzati con delle strisce di velcro e venduti assieme a un kit contenente tutte le lettere dell’alfabeto. Il catalogo offre borse, felpe, cravatte intercambiabili, ma il modello di maggior successo rimane la prima T-shirt: cotone 100%, disponibile in differenti taglie e colori e, per i più logorroici, con la variante della doppia striscia di velcro. Storicamente le letterine erano piccole e gialle, ma nel corso del tempo sono stati sperimentati diversi abbinamenti che non ci dispiacciono affatto.

    Play-Shirt non è solo un marchio: il gruppo meneghino capitanato dal trentenne Andrea Brembati è anche una community di giovani teste creative che organizza spesso “Play Events” (vedi il gruppo Facebook o Myspace).

    Letteratura estemporanea, slogan, post-it ambulante, gioco. Da indossare lettera dopo lettera. As simple as that.

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    Basta poco per capire che è un vulcano di creatività irrefrenabile. Ma quando abbiamo iniziato a scriverci abbiamo capito che lo è molto, molto più di quanto credevamo. Lei è Simona Angeletti, ed è famosa per Lo Zoo di Simona (ne avevamo parlato qua). Sotto trovate una sua vulcanica intervista. Giusto per capirci: è completamente diversa da quella che le avevamo proposto. Con un’unica eccezione. Tra le varie domande le avevamo chiesto  “Di cosa hai bisogno per sviluppare la tua attività – a parte i soldi, ovviamente”. E lei ha risposto: “SOLDI era la risposta apparsa in meno di mezzo secondo nelle cellule epiteliali/connettivali superiori”. Che dire? È fatta così. E ci piace così :)

    Mi chiamo Simona (ZOO) Angeletti. Ho cinque omonime nella mia città di cui una, in particolare, che abita nella mia stessa via e siamo coetanee. Un’altra che fa la disegnatrice e anche lei ha pubblicato un libro, ha vissuto a Milano, ha collaborazioni con alcune testate (mai avuto il piacere di conoscerla di persona). Per cui uso il vezzo di presentarmi così: “Salve, sono Lo Zoo!” – PERCHE’ IN FONDO SIAMO TUTTI UN PO’ ANIMALI. Ho 38 anni. Sono nata nello stesso giorno di Cicerone. 3 Gennaio. La dialettica delle Catilinarie mi rende orgoglio(na)sa di questo 3. Sono di Terni – Umbria – Italia. Praticamente una conca con tre inceneritori e 100 anni di polveri sottili della fabbrica dell’acciaio. 100.000 anime. Poca cultura. Molto consociativismo parentelare. Cervelli ottenebrati da poco colore ma molta diossina.

    Breve biografia: la Zoografia di una Zootica
    Te la riassumo così: Lo Zoo di Simona nasce sotto il segno del topo nel 1972 (anche se vinci la corsa dei topi, sempre sorcio resti). Un Liceo Classico alle spalle, al quale deve veramente molto: molte amicizie collaudate e vere, molti complessi, molte estati sui libri e tante tantissime pagine di diari fitti di disegni, giornate a far murales, striscioni, magliette, serrande… Le accademie in Italia e in Inghilterra le serviranno moltissimo per la sua formazione nell’arte contemporanea: diventa, infatti, corrispondente estero di un’azienda di laminati a Milano, venditrice di connessioni satellitari a Roma/Sydney/Francoforte, responsabile di palinsesti televisivi e piattaforme integrate web a Forlì e poi torna allo ZOO, a Terni. Ora ha più del doppio degli anni di quando ha iniziato a disegnare, dice che ha letto da qualche parte che la sua corrente si chiama Neo-pop & di notte si sogna che correndo per le strade di Tokyo incontra un gruppone di gente con davanti Takashi Murakami, Laurina Paperina, James Rizzi, Miltos Manetas, Selwyn Senatori, Cuoghi e Corsello e arrivando per prima all’EdicolaNotte fa ben vedere a tutti, girandosi verso di loro, dove Nonno Orfeo portava l’ombrello!

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    June 2nd, 2010Alessia Fabbriabbigliamento, accessori, atelier e negozi, gioielli

    Bergamo. Dietro grandi vetrate a volta decorate da ciclamini e magnolie si scopre l’Atelier Moki, laboratorio creativo di moda dove si rivive lo spirito delle sartorie di un tempo.

    Carriera forense abbandonata, passione per l’arte e il design, Monica Silva aka Moki (la trovate anche su Facebook e Myspace) ha intrapreso il cammino di stilista sospinta dall’entusiasmo raccolto tra le amiche, per cui realizzava accessori un po’ per gioco e un po’ per passione… Da lì a dedicarsi completamente a un vero e proprio progetto creativo e imprenditoriale il passo è stato breve, complici una buona dose di creatività e la passione per le arti manuali.

    La mia musa ispiratrice è Audrey Hepburn e la mia scuola di riferimento la sartoria degli anni Quaranta e Cinquanta, da cui ho ereditato la ricerca dei tessuti e l’attenzione per le rifiniture. Disegno e realizzo sartorialmente ogni capo, tutti pezzi unici caratterizzati da una molteplicità di utilizzo, con modelli che vengono riproposti in più variabili: di volta in volta cambia il tessuto o il dettaglio.

    L’atelier diventa così un laboratorio creativo, dove il punto di forza è la molteplicità degli usi per ogni capo o accessorio: una capiente borsa si sdoppia con una pochette al suo interno, un mini-borsa si trasforma in una cintura, una lunga collana a doppio giro dà vita a un girocollo e a un bracciale.

    Nel salotto dall’atmosfera familiare le clienti possono curiosare tra abiti, cappelli, borse e collane in stile retro e, sorseggiando una tazza di tè, chiacchierare di moda per esaudire un desiderio: creare un capo capace di rendere il loro stile unico e prezioso.

    Qua sotto altre foto! Read the rest of this entry »

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    December 3rd, 2009dottavigrafica e illustrazione

    nekocherry

    Milo, usando il modulo qui sopra, ci segnala una sua amica: NekoCherry. Nata in Sardegna (poco prima delle sette di sera, “giusto in tempo per l’aperitivo”, precisa :), ora vive a Edimburgo e disegna bellissime illustrazioni che usa per magliette, borse e molto altro. Si trovano molte immagini nella sua gallery, nella sua collezione su Flickr oppure ancora sul suo blog.

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    November 16th, 2009Valentina Locatelliaccessori, giocattoli, gioielli

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    Ecco un’altra artista alle prese con il LEGO, materiale che a quanto pare offre innumerevoli spunti creativi. Si chiama KIKI, ha 32 anni e nel suo elegantissimo sito racconta le intenzioni: “Mi piace fare qualcosa che dia estensione al mio arcobaleno, al mio mondo di joy toys che stanno simpatici a tutti e che si mettono quando la musica comincia a farti muovere le gambette“.
    Kiki utilizza i mattoncini colorati per decorare occhiali, borse, anelli e spille, una collezione stravagante ed eccentrica indirizzata a chi sta sopra le righe, a chi, come l’artista, vuole cambiare ma senza per forza crescere.

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    November 6th, 2009Valentina Locatelliaccessori


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    Ilanit Neutra
    sono israeliani, ma riconosciuti a livello internazionale per le loro produzioni estremamente creative. Si sono dedicati alla moda, al disegno industriale e persino alle scenografie. Ma la punta di diamante del loro operato è sicuramente la linea di accessori e borse realizzate interamente con pneumatici vecchi.
    Avevamo già visto qualcosa di simile con gli amici di Hell’s Kitchen e la loro collezione di caschi, borse e agende realizzati con lo stesso materiale: copertoni trattati e trasforamti in simil pelle.
    L’idea, per entrambi, è nata proprio dal fatto che lo pneumatico, composto da materia non riciclabile, è estremamente dannoso per l’ambiente. Così il concetto del “riuse” che ha dato via ad una collezione trendy e attenta alle esigenze del pianeta.

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    September 21st, 2009Valentina Locatelliaccessori

    Senza titolo-1
    CarlottinaLab è una studentessa cagliaritana di 23 anni che ha iniziato per hobby a cucire accessori in pelle e ora è sommersa di ordinazioni per borse “su misura”.
    I suoi prodotti sono così raffinati e di qualità che sembrano usciti da una boutique di alta moda inoltre, fin dal 2005, Carlotta realizza una linea per ogni stagione, proprio come fanno gli stilisti affermati.
    Pelle morbida e colorata alternata a tessuti in fantasia, arricciamenti, ricami e spiritose applicazioni caratterizzano la sua ricchissima collezione di borse e astucci. Non c’è che dire, sono chic e originali.
    Must have!

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