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design 8 April 2011


È passato un anno da quando, curiosi e piuttosto elettrizzati, ci siamo affacciati all’open space (molto open e molto space, visto che era un grandissimo spazio – ex capannone industriale – completamente vuoto!) per l’inaugurazione di The Hub Milano. Il sogno di molti – free lance, creativi, designer, startupper – divenuto realtà: poter affittare “a tempo” una scrivania in centro a Milano (anzi meglio, in Via Paolo Sarpi nei pressi dell’ottima enoteca Cantine Isola ;) e usufruire non solo del “luogo” ma anche dell’”ambiente”, intessendo una fitta rete di rapporti professionali e personali grazie anche al prezioso aiuto dello staff.
Da allora questo spazio di “innovazione sociale”, che oggi compie un anno e a cui mandiamo i nostri auguri, ha ospitato importanti incontri ed eventi – almeno un paio dei quali, questo e questo, hanno avuto Blomming tra i propri protagonisti – e, soprattutto, dato vita a uno spazio che oggi brulica di idee.Difficile dire se ne sia lo specchio o la fonte di ispirazione, fatto sta che il design di The Hub Milano, ad opera degli architetti e art director Andrea Paoletti, Marta Pietroboni e Roberto Siena, è a immagine e somiglianza dei valori promossi dagli innovatori sociali che abitano lo spazio: rigorosamente ecologico, innovativo, sostenibile.

Controprogetto ha coordinato la realizzazione della prima parte dell’interior design, in uno spazio che oggi ospita pezzi di design UUUSHH, Roberto Siena, 13ricrea, Costanza Algranti e White Label.

Ma The Hub non finisce a Milano: è un network internazionale che conta altre due sedi in Italia a Roma e a Rovereto, dove abbiamo conosciuto i (ma soprattutto “le”!) designer del piano “di sotto”.
Gli elementi di arredo realizzati da Rossoscuro Design - tutti rigorosamente pezzi unici – creano uno spazio per chi si vuole rilassare in compagnia (sì, quella sullo sfondo nella foto qui sotto è la sezione di una vasca da bagno!)
Tags: 13ricrea, andrea paoletti, arredamento, arredo, Costanza Algranti, coworking, design, divani, Lab Enredadera, milano, open space, poltrone, Roberto Siena, Rossoscuro Design, rovereto, the hub, UUUSHH, white label
L’idea per la sala riunioni, e la sua realizzazione, invece, sono di Lab Enredadera: un grosso filo di lana rosso si intreccia alla pelle nera delle poltrone. Sangue che sgorga? Esseri invertebrati che fuoriescono dai poggiaschiena a darci la scossa? L’effetto è “a propria discrezione”, ma è sicuro. -
arredamento, atelier e negozi, design 14 October 2010

Nella città della FIAT qualcuno si sta dando da fare non per produrre di più, ma per trasformare e valorizzare l’esistente attraverso il riutilizzo di parti di macchine, trattori, macchinari, dischi e frizioni usati delle nostre automobili.Il progetto CarMade (che vuole significare “fatto a macchina”) nasce nell’estate 2009 dall’incontro di Roberto Molino e Francesco Curletti, il primo alla ricerca di uno Spazio espositivo, l’altro alla ricerca di collaborazioni per ampliare i propri Spazi. E quello che non è un’azienda, bensì un collettivo aperto a tutti i designer che progettano e realizzano oggetti con pezzi di recupero di macchine, si sta già allargando ad altri designer, tra cui Andrea Caruso.
Il quartier generale è WoW, l’atelier di Lampadesign.com (sì perché Francesco Curletti è l’autore di una fantastica collezione di lampade realizzate con materiali innovativi e un design che ognuno può “modificare” secondo i suoi gusti e le sue sensazioni) che da un paio di anni sta contribuendo alla reputazione di “quartiere artistico” di San Salvario, il Kreuzberg torinese. Un negozio che ospita anche 15 artigiani designer che espongono le proprie creazioni e alcuni street artist.
Una prima impronta di una probabile evoluzione? Per ora il motto è: “Stay together!”
Tags: andrea caruso, arredamento, arredo, auto, design, ecodesign, francesco curletti, lampade, lampadesign, macchina, riciclo, roberto molino, san salvario, torino, wow -
arredamento, design 28 June 2010

Il concetto di “rifiuto” in natura non esiste: tutto può avere un’altra vita. È la ferma convinzione di Arcangelo Favata, in arte Alicucio. Nel suo lavoro pedane in legno recuperate per i supermercati della città diventano elementi di arredo, come la seduta “Pallet”; scarti di legname e non solo (truciolato, multistrato, compensato, lamellare, ecc.) diventano una seduta omaggio a Paul Klee; nell’anima di una sedia rinasce il ricordo di una vecchia cassettiera, custodito nella forma dei suoi elementi originari – magari con una doppia funzionalità, come la “Giravotaefirria” che da sedia si trasforma in tavolino porta pc.
Per l’artista siciliano, classe 1977, tutto è iniziato all’Accademia di Belle Arti di Catania (e per questo post abbiamo preso in prestito il titolo della sua tesi):
Scelsi il corso di scultura con design come materia complementare. Lì realizzai alcuni prototipi di oggetti attraverso il riciclo di cartone e tessuto usato negli stand per le fiere: in particolare “il sacco a cartone”, una specie di sacco a pelo per i senzatetto, richiudibile e facilmente trasportabile. Poi mi trasferii a Torino per lavoro. Un pomeriggio, uscendo da casa, trovai una cassettiera mal ridotta abbandonata all’interno del mio cortile. Decisi di portarla nel mio studio, la osservai per un po’ di tempo, poi arrivò l’idea: trasformarla in una sedia. Da qui il nome “cassetti-era”. Da allora non ho più smesso di recuperare oggetti di vario genere in giro per Torino!
I lavori che Arcangelo realizza sono quasi tutti pezzi unici: a suggerirgli di volta in volta il percorso da seguire è il materiale che trova sulla sua strada… letteralmente ;)
Tags: alicucio, arcangelo favata, arredamento, arredo, catania, ecodesign, legno, mobili, riciclo, riuso, sedie, sedute, torino










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