LikePicasso

Non ti senti un po' artista anche tu?
Blomming.com
  • uncategorized 18 July 2011 Alessia Fabbri
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    Quanti di noi sono cresciuti sentendosi un po’… LikePicasso? Come si fa a riconoscere il talento artistico? Chi sa distinguere il vero talento da quello che non lo è? Ma ha veramente senso fare questa distinzione?!

    E come si fa a coltivare il talento, trovare la motivazione anche quando tutto e tutti sembrano remare contro, conservare la propria creatività, distinguersi dagli altri quando tutto ci sembra già visto, già fatto da altri?

    Lasciarsi andare, pensare fuori dagli schemi… Più facile a dirsi che a farsi? Non se guardiamo “oltre”: la fantasia non ha limiti… E non importa quale sia il risultato: never give up!

    Grazie a Jelly Vampire per questa fantastica storia.

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  • uncategorized 7 June 2011 Alessia Fabbri
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    Ci siamo incantati a guardare questo video che abbiamo trovato sul blog di Beads and Tricks. Come si fanno le perle a lume: il fascino delle tecniche artigianali unite a una sapienza antica e alla purezza dei materiali naturali. Sublime.

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  • uncategorized 28 April 2011 Alessia Fabbri
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    Oggi cominciamo la giornata con un video di Marvin Crushler. Perché l’importante è viaggiare, con il corpo e con la mente.

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  • uncategorized 11 March 2011 Alessia Fabbri
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    Ci piaceva. L’abbiamo trovato su Swiss miss.

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  • arte, uncategorized 8 March 2011 Alessia Fabbri
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    Per l’occasione questo splendido ritratto dal titolo “Dea Madre” di Silla Guerrini ci sembra perfetto: auguri donne! E ricordate: “Non si nasce donne: si diventa” (Simone de Beauvoir).

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  • interviste e incontri, uncategorized 22 December 2010 Alessia Fabbri
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    Ci voleva un’amante della lana, delle sue tecniche di lavorazione e del suo potenziale creativo, per dare vita a un progetto di riscoperta di una produzione tradizionale d’eccellenza tutta italiana: la lana d’Abruzzo. Roberta Castiglione, che nel suo blog Roberta filava filava mette a disposizione innumerevoli idee, immagini e tutorial da cui trarre spunto per “crocchettare”, ha avviato una lunga ricerca delle migliori produzioni – ormai rarissime – di lana abruzzese. La selezione, che include lana biologica e lana color pecora (oggi quasi introvabile), fino alla versione moderna 80% lana 20% nylon, di facile lavaggio, è disponibile nel negozio on-line di Crea.

    Roberta ci ha fatto un regalo e ci racconta la sua avventura, con un invito per voi:

    Questa storia nasce ormai 8 mesi fa quando, per caso, ho trovato in un negozio una matassa di lana d’Abruzzo, bellissima seppur anonima e profumata di sapone. La curiosità di sapere tutto di lei, chi la produceva, chi la filava, chi la commercializzava, mi ha portata a fare scoperte sorprendenti che sono poi state alla base dell’idea per il Progetto Lana d’Abruzzo, da poco lanciato sul web.

    Qui in Abruzzo la produzione di lana c’è sempre stata, ha una sua storia ormai millenaria ma il suo mercato è rimasto fermo su una domanda locale, perché si producono ancora e solo coperte tradizionali e maglie e calzettoni a livello casalingo. E questa è la poca lana che non viene interrata o venduta come isolamento termico per la bioedilizia…

    Ancora più sorprendente è che qui in Abruzzo si produca lana Bio, che gli anglosassoni chiamano organic wool, prodotta da pecore allevate in maniera “biologica” – quindi solo su pascoli naturali e controllati – ma soprattutto lavata con metodi ecolabel, ossia senza sostanze chimiche che aggrediscono le fibre alterandone il contenuto di lanolina. Sorprendente e bellissima è la lana marrone naturale (color pecora!) che ha suscitato in me una forte emozione solo a guardarla quando mi è capitata fra le mani! In generale queste lane sono magiche… sarà il loro profumo così naturale, il colore unico e semplice, la loro sorprendente morbidezza e robustezza che le rende particolari ed emozionanti. La lana d’Abruzzo è così entrata nella mia vita!

    Nasce così il Progetto Lana d’Abruzzo, che porta in sé diversi intenti e che si rivolge a chi vorrà insieme a noi contribuire a restituire a queste lane il loro giusto valore, soprattutto attraverso idee per oggetti contemporanei, belli, semplici… e non solo calzini da notte! Vi rimando a questo proposito al mio Blog e ad un post che riporta una sorta di “Manifesto” del progetto: un invito rivolto a tutti i soggetti coinvolti a condividere questo interesse per questo nostro prodotto italiano. Continua a leggere »

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  • uncategorized 19 August 2010 Alessia Fabbri
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    Riceviamo questo video dalla scoppiettante Simona Zoo: niente da dire, la mascotte di Blomming è davvero capace di mirabolanti imprese!

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  • uncategorized, vino e cucina 7 July 2010 Alessia Fabbri
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    Bella serata ieri a The Hub Milano per parlare di nuove forme di economia sociale. Paolo Rossi di Rete GAS ci ha ragguagliato sulle dimensioni del fenomeno dei Gruppi di Acquisto Solidale in Italia (che ormai comincia a farsi sentire, muovendo ogni anno un’economia di circa 100 milioni di euro), sottolineando l’importanza di quella “S” finale, il cui significato è molto ampio e abbraccia la solidarietà nei confronti dell’ambiente, quella nei confronti dei fornitori e dei lavoratori, nonché verso gli altri membri del GAS (e aggiungerei pure verso se stessi, attraverso la consapevolezza delle proprie scelte di consumo).

    Ne approfittiamo per parlarvi di un’iniziativa su questi temi che ci è stata segnalata proprio qualche giorno fa. Si tratta dell’azienda agricola Parco dei Buoi di Francesco Travaglini, che dal 2005 condivide con gli abbonati-amici un orto in Molise. Un progetto imprenditoriale importante per il forte messaggio associato: cercare di mantenere le terre coltivate, quelle che i genitori e i nonni di Francesco hanno coltivato prima di lui (nonno Verino continua a farlo ancora oggi). Farlo, in questo come in moltissimi altri casi, sta diventando economicamente insostenibile: se le cose non cambieranno in futuro nessuno si sognerà di coltivare terre se non per l’autoconsumo…

    …E allora salviamo gli orti d’Italia per evitare l’impoverimento mentale (oltre che economico) che i contadini italiani subiscono cedendo alle più diverse (e suadenti) offerte provenienti dalle sirene dell’industria. Ad esempio le offerte dei produttori di energie rinnovabili che, usando il termine Parco per una distesa di pannelli fotovoltaici o una piantagione di pale eoliche, pensano possa bastare per farci credere che in fondo, si tratta di energia pulita e che la loro è una nobile impresa.

    Il nostro Parco, quello vero (non a caso Parco dei Buoi è appunto il nome dell’orto da cui provengono le nostre cassette) vogliamo continuare a chiamarlo tale: un giardino di olivi, orti e pecore al pascolo.

    Anche per questo è importante parlarne: per andare avanti e sostenere il progetto occorrono nuovi abbonati, che riceveranno ogni settimana una cassetta di ortaggi direttamente a casa. Qui il modulo per aderire.

    L’iniziativa è promossa da Agrycult, che tra l’altro presenta un interessante punto di vista sulla questione del tanto decantato “chilometro zero”. Seguiteli su Twitter qui e su Facebook qui: in questi giorni di “campagna promozionale” si stanno scatenando con concorsi in cui mettono in palio vari abbonamenti. Speriamo anche noi di averne vinto uno!

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