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Blomming.com
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    July 7th, 2010Alessia Fabbriuncategorized, vino e cucina

    Bella serata ieri a The Hub Milano per parlare di nuove forme di economia sociale. Paolo Rossi di Rete GAS ci ha ragguagliato sulle dimensioni del fenomeno dei Gruppi di Acquisto Solidale in Italia (che ormai comincia a farsi sentire, muovendo ogni anno un’economia di circa 100 milioni di euro), sottolineando l’importanza di quella “S” finale, il cui significato è molto ampio e abbraccia la solidarietà nei confronti dell’ambiente, quella nei confronti dei fornitori e dei lavoratori, nonché verso gli altri membri del GAS (e aggiungerei pure verso se stessi, attraverso la consapevolezza delle proprie scelte di consumo).

    Ne approfittiamo per parlarvi di un’iniziativa su questi temi che ci è stata segnalata proprio qualche giorno fa. Si tratta dell’azienda agricola Parco dei Buoi di Francesco Travaglini, che dal 2005 condivide con gli abbonati-amici un orto in Molise. Un progetto imprenditoriale importante per il forte messaggio associato: cercare di mantenere le terre coltivate, quelle che i genitori e i nonni di Francesco hanno coltivato prima di lui (nonno Verino continua a farlo ancora oggi). Farlo, in questo come in moltissimi altri casi, sta diventando economicamente insostenibile: se le cose non cambieranno in futuro nessuno si sognerà di coltivare terre se non per l’autoconsumo…

    …E allora salviamo gli orti d’Italia per evitare l’impoverimento mentale (oltre che economico) che i contadini italiani subiscono cedendo alle più diverse (e suadenti) offerte provenienti dalle sirene dell’industria. Ad esempio le offerte dei produttori di energie rinnovabili che, usando il termine Parco per una distesa di pannelli fotovoltaici o una piantagione di pale eoliche, pensano possa bastare per farci credere che in fondo, si tratta di energia pulita e che la loro è una nobile impresa.

    Il nostro Parco, quello vero (non a caso Parco dei Buoi è appunto il nome dell’orto da cui provengono le nostre cassette) vogliamo continuare a chiamarlo tale: un giardino di olivi, orti e pecore al pascolo.

    Anche per questo è importante parlarne: per andare avanti e sostenere il progetto occorrono nuovi abbonati, che riceveranno ogni settimana una cassetta di ortaggi direttamente a casa. Qui il modulo per aderire.

    L’iniziativa è promossa da Agrycult, che tra l’altro presenta un interessante punto di vista sulla questione del tanto decantato “chilometro zero”. Seguiteli su Twitter qui e su Facebook qui: in questi giorni di “campagna promozionale” si stanno scatenando con concorsi in cui mettono in palio vari abbonamenti. Speriamo anche noi di averne vinto uno!

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    June 21st, 2010dottavivino e cucina

    Durante la prima parte del tour di presentazione di Blomming – già, ci sarà una seconda parte: altre info a breve – ho avuto modo di conoscere Laura Gray, scozzese trapiantata (è il caso di dirlo!) in Toscana. Nella tenuta Il Palazzone, per la precisione. Fanno principalmente vino, ma hanno un grande uliveto, con più di 1.000 piante. E così Laura ha pensato: “Perché non far adottare questi ulivi? Internet mi permette di raggiungere chiunque… Soprattutto gli stranieri potrebbero essere interessati”. Non era del tutto sicura, così è partita con solo 100 alberi – da cui il nome di Club 100. Il primo anno ha trovato 90 clienti. Il secondo altri 60. Insomma ha funzionato. Lo racconta nel video qui sotto e, in inglese, in questa pagina.

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    April 13th, 2010njvittocronache di una startup, vino e cucina

    Da Berlucchi, dove si è svolta la cerimonia da sommelier Sono Nicola – qui il mio blog – e sto curando lo sviluppo di Blomming.com. Trascrivo qui alcune riflessioni a riguardo, dopo aver passato il weekend su un passaggio delicato (sì, la notizia è che siamo quasi pronti per le prime prove :) e mentre mi preparo per Vinitaly. Oggi infatti prendo una pausa per l’altra mia passione, il vino. Le foto sono quelle del mio recente diploma di sommelier :)

    “Piattaforma” è un termine che si usa spesso per definire un servizio web. Ma qual è la vera differenza tra il dover realizzare una piattaforma rispetto a un “normale” sito? Tutto sta nel doversi fare più domande.

    La cantina di Berlucchi, dove vengono lavorati i famosi BrutSe si realizza un sito web, che sia dinamico, complesso, per se stessi o per un cliente, c’è sempre un bisogno più o meno specifico da soddisfare. Magari alcune funzionalità particolarmente complesse possono essere spiegate meglio, oppure ci si può permettere degli aspetti destinati a un pubblico particolarmente “avanzato” o di nicchia. Sviluppare una piattaforma invece significa prevedere tutti i diversi modi con cui gli utenti potranno usarla, le diverse esigenze specifiche che si vogliono supportare e i vari casi d’uso che si potranno presentare. Significa fare qualcosa di estremamente usabile, semplice e potente allo stesso tempo, cercando di accontentare tutti senza rendere pesante alcun processo.

    Blomming.com, la piattaforma su cui stiamo lavorando, vi permetterà di vendere online con un approccio innovativo e intrinsecamente “social”. Ci stiamo interrogando su come rendere semplicissimo l’upload di un nuovo prodotto, la gestione del vostro catalogo e come permettervi di vendere in pochi secondi attraverso il vostro sito, blog o i vari social network a cui siete iscritti. Recentemente abbiamo completato lo sviluppo del sistema per gestire i costi di spedizione: vi assicuro che non è stato banale pensare a qualcosa di semplice che contemplasse le diverse necessità dei vari venditori.

    Stiamo anche provando alcuni sistemi di cloud computing su cui sarà ospitata la piattaforma definitiva: ci intriga molto Heroku, vista la semplicità e robustezza con cui viene gestito il processo di deploy. Molto probabilmente sarà la nostra scelta finale e ci permetterà di darvi un servizio di ottimo livello :)

    Il diploma!

    Il lavoro da fare è ancora tanto (sui sistemi di pagamento, sulle migliorie alla scheda prodotto, sulla gestione degli ordini, etc.) ma lo stiamo facendo con grande passione e – immancabile – divertimento!

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    December 31st, 2009dottavivino e cucina

    Nel loro gruppo su Facebook si dichiarano “Una piccola azienda agricola delle terre del Piave che segue personalmente i propri 5 ha di vigneto. Tutte le operazioni in vigneto ed in cantina sono seguite scrupolosamente e solamente dalle nostre mani. Cerchiamo di ottenere il meglio da quello che madre natura ci vuole donare ogni anno, imbottigliando solo partite scelte. Abbiamo anche una parte di vino sfuso per accontentare i tanti hobbisti che decidono di imbottigliare il nostro vino col fai-da-te”. Raccontano le loro attività su un blog con un bellissimo nome, Rabosando, e pubblicano le foto su Flickr.

    rabosando

    A noi piace tantissimo questo approccio: natura, fai-da-te e Internet. Anche se un po’ “fuori tema” non potevamo non recensirli. E poi chissà, magari in futuro venderanno bottiglie con Blomming :). Nel frattempo, stappiamo anche noi per salutare l’anno nuovo: auguri a tutti!

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