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    June 28th, 2010Alessia Fabbriarredamento, design

    Il concetto di “rifiuto” in natura non esiste: tutto può avere un’altra vita. È la ferma convinzione di Arcangelo Favata, in arte Alicucio. Nel suo lavoro pedane in legno recuperate per i supermercati della città diventano elementi di arredo, come la seduta “Pallet”; scarti di legname e non solo (truciolato, multistrato, compensato, lamellare, ecc.) diventano una seduta omaggio a Paul Klee; nell’anima di una sedia rinasce il ricordo di una vecchia cassettiera, custodito nella forma dei suoi elementi originari – magari con una doppia funzionalità, come la “Giravotaefirria” che da sedia si trasforma in tavolino porta pc.

    Per l’artista siciliano, classe 1977, tutto è iniziato all’Accademia di Belle Arti di Catania (e per questo post abbiamo preso in prestito il titolo della sua tesi):

    Scelsi il corso di scultura con design come materia complementare. Lì realizzai alcuni prototipi di oggetti attraverso il riciclo di cartone e tessuto usato negli stand per le fiere: in particolare “il sacco a cartone”, una specie di sacco a pelo per i senzatetto, richiudibile e facilmente trasportabile.

    Poi mi trasferii a Torino per lavoro. Un pomeriggio, uscendo da casa, trovai una cassettiera mal ridotta abbandonata all’interno del mio cortile. Decisi  di portarla nel mio studio, la osservai per un po’ di tempo, poi arrivò l’idea: trasformarla in una sedia. Da qui il nome “cassetti-era”. Da allora non ho più smesso di recuperare oggetti di vario genere in giro per Torino!

    I lavori che Arcangelo realizza sono quasi tutti pezzi unici: a suggerirgli di volta in volta il percorso da seguire è il materiale che trova sulla sua strada… letteralmente ;)

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    June 15th, 2010Alessia Fabbriarredamento, design, idee strane

    L’obiettivo: cambiare il normale corso dei materiali post-produzione e post-consumer, reinventandoli per realizzare oggetti e allestimenti dal forte impatto emozionale e identitario. Ricambi Originali, l’eco-brand dello studio trevigiano Macs Design, è concepito come prodotto della fantasia a confronto con la realtà, in cui l’innovazione nasce dalla creatività e non dalla scienza, e dove il vissuto delle persone si trasforma per diventare un prodotto confortevole e funzionale.

    Il gruppo è formato da designer e artigiani creativi che si sono uniti con una visione: portare in tutti gli ambienti un design essenziale che attraverso riuso e riciclo darà, con stile, valore al nostro futuro. Si descrivono così: “Siamo curiosi e ricercatori, semplici e concreti, moderni e anticonformisti. Con professionalità affrontiamo le sfide e le opportunità che incontriamo quotidianamente, stimolati nella corsa alla scoperta di nuove frontiere attraverso la contaminazione con le realtà underground e il confronto con le persone che si affidano al nostro lavoro”. E organizzano anche mostre, come quella che inaugura a Treviso proprio domani, 16 giugno (ne parlano nel loro blog).

    Noi a questo punto volevamo saperne di più. Massimo Furlan in arte Macs, fondatore dello studio, risponde di seguito alle nostre domande.

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    May 29th, 2010Alessia Fabbridesign, idee strane, interviste e incontri, soprammobili

    Il baffo è saggio e il sorriso quello di uno che non ha mai perso l’abitudine di giocare. Maurizio Lamponi Leopardi l’abbiamo trovato su Riciclarte e ci siamo subito innamorati delle sue creazioni, con cui trasforma gli oggetti di culto del nostro passato in lampade. Giuro: quella qua sotto è una lampada. Da tavolo. E anche le altre. Guarda sotto.

    “Mi diverto a costruire giocattoli per adulti o, meglio, per i bambini che sono dentro di noi e che hanno ancora voglia di giocare”. Maurizio spera di portare qualcuno indietro agli anni della infanzia in cui bastavano anche solo delle scatole di cartone per edificare il castello dei propri sogni, con tappe regressive che passano dalla mitica Vespa e dalla bici da corsa per arrivare alle astronavi di Flash Gordon e Buck Rogers, eroi dei fumetti che leggeva sul tram andando a scuola. Maurizio è un puro, un idealista. E noi non potevamo che farci raccontare la sua storia.

    È iniziato tutto in un rottamat (parco rottami in milanese), dove avevo accompagnato un mio amico alla ricerca di un pezzo di ricambio per la sua auto. Da quel marasma di pezzi di metallo, plastica, eccetera, vidi spuntare un oggetto “paciarotto” (nel senso di tondeggiante, ma anche intrigante): era il carter in alluminio di una vecchia lucidatrice, quelle con le tre spazzole tonde per intenderci. Con un po’ di sforzo riuscii a estrarlo dalla marea metallica… Era fantastico! Non so perché, ma me ne innamorai subito, forse affascinato dalla sua forma femminile. Non sapevo ancora cosa ne avrei fatto. A casa lo pulii e gli detti una lucidata e in quel momento decisi di dargli un nuovo scopo di vita. Divenne una lampada, la prima in assoluto di una lunga serie. Ancora oggi quando rivedo le foto provo tenerezza…


    Il lavoro svolto fino ad oggi nasce dal desiderio di ridare vita a questi oggetti dimenticati la cui forma nasceva per dare un involucro a una macchina destinata a un certo uso e che, esaurita la sua funzione, veniva rottamata insieme al suo “abito”. Ma l’abito era ancora bello, perché distruggerlo? Il discorso è molto ampio ma finisce (secondo me) con gli oggetti realizzati fino agli anni ’60: dopo c’è solo plastica!

    Ma anche oggi il “riuso” va molto di moda…
    Non è la mia filosofia. È solo una speculazione di finti ecologisti che con questa scusa mettono in circolazione oggetti senza anima, assemblati senza amore, solo per stupire. Il risultato è che questi vengono anche comprati ma hanno vita breve e tornano presto nella monnezza perché rappresentano solo un’immagine da consumare.

    Mhm. Comunque si direbbe che tu ti diverta molto
    Io continuo a fare quello che facevo da bambino: rompo e ricostruisco mettendo insieme pezzi di varie estrazioni per realizzare quelli che erano i sogni e le fantasie infantili. In fondo cos’è che ci spinge a vivere? Non è forse il desiderio di realizzare le nostre aspirazioni? Che poi non sono altro che i nostri sogni di quando guardavamo il mondo ancora con meraviglia…

    Tra le forme più utilizzate per queste lampade spiccano i mezzi di locomozione: la bicicletta, la Vespa (e se sei proprio appassionato al tema vedi anche gli spagnoli di Bel & Bel), l’aereo e pure il missile spaziale. Se il solo fatto di averne una sulla scrivania può produrre quel necessario senso di evasione – voi che dite? – allora Maurizio ha davvero raggiunto il suo scopo.

    Dopo il salto, altre foto Read the rest of this entry »

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    April 6th, 2010dottaviarredamento

    Non amiamo le frasi fatte, ma L’unione fa la forza è davvero la miglior sintesi per Ufficio Sostenibile. Non è un’azienda, ma un’iniziativa di alcuni professionisti che hanno raccolto un gruppo di aziende intorno all’idea di mettere insieme tutto ciò che può servire a chi deve aprire un nuovo ufficio. Serviva qualcosa di veloce, pratico, economico e al tempo stesso di buon gusto. La soluzione si è trovata, una volta di più, nell’upcycling, cioè nella trasformazione e il recupero di vecchi oggetti per dargli nuovi utilizzi. I servizi che forniscono sono davvero in grado di soddisfare ogni esigenza.

    (foto via BoingBoing)

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    March 23rd, 2010dottaviarte, casa, libri

    Olympia Le-Tan

    E’ straniera, è vero, ma la passione per i libri non conosce confini. E neanche quella per gli oggetti unici, fatti a mano, che raccontano una storia in più oltre a quelle che contengono. E’ Olympia Le-Tan e fa copertine, rendendo ogni libro due opere d’arte. Che arrivano a costare più di mille euro.

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    Ha iniziato con i quadri, Simona, o meglio con le sue Idee dipinte. Oggi il suo Zoo – Lo Zoo di Simona, appunto – è però popolato da borse, cuscini, felpe, pupazzi, perfino biscotti. Oltre che delle sue magnifiche tele, ovviamente, che hanno ormai quotazioni elevate e vengono spesso esposte in gallerie d’arte di tutta Italia.

    Un successo conquistato e meritato. Lei lo racconta così: “Lo Zoo di Simona è un progetto messo via, al silenzio, per dieci anni, nel quale non ho avuto il coraggio di credere. Un sogno, una capacità, un livello di comunicazione nei confronti di un mondo che comprendo solo con una personalissima visione. Grazie a pochi amici ho ripreso a creare, con passione, con piacere, con rinnovata voglia”.

    E meno male :)

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    December 3rd, 2009Valentina Locatelliarredamento, casa, idee strane

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    Rebecca Ellen crea carta da parati e opere d’arte, combinando con grande sensibilità la stampa con ricamo. La giovane designer inglese assumen un approccio illustrativo realizzando  composizioni che a prima vista sembrano quadri in acquarello e grafite, ma che al tatto rivelano la trama del ricamo. Ogni disegno è una storia: sciami di farfalle colorate, spiagge ventose, villaggi bagnati di pioggia o radure silenziose.
    Un lavoro frutto di grandissima precisione e sconfinata immaginazione.

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    November 23rd, 2009Valentina Locatelliaccessori, arredamento, idee strane

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    15 $ per una morbidissima icona. Mysuitestuff è un gruppo di giovani designer che si sono ispirati dalla suite di programmi Adobe per realizzare una collezione di morbidissimi cuscini. A breve uscirà una linea tutta nuova che fa riferimento a Twitter e altri social network.
    Idea geniale per un arredamente trendy e “tecnologico”.

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    November 5th, 2009Valentina Locatelliarredamento, casa, gioielli, soprammobili

    Penelope Batley è un’archeloga appassionata di navi incagliate nei fondali. “La magia avvolgente degli oceani è una fonte inesauribile di ispirazione per guidare il mio lavoro e le idee” dice l’artista, creatrice di sculture che sembrano direttamente ripescate dal più profondo dei mari. Conchiglie, frammenti di vetro e ceramica incastonate in anfore da giardino, servizi da tè tempestati di coralli.
    Ma la vera originalità sta nella nuovissima collezione di Penelope: una serie di lampade che assumono le sembianze di enormi gioielli. O viceversa. L’idea base è che la casa possa letteralmente “indossare” bijoux, proprio come fa una  donna per abbellirsi. Ecco quindi che nascono orecchini e collane  giganti per illuminare con elegante originalità i nostri appartamenti.

    blog34Penelope_Batley

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    October 5th, 2009Valentina Locatelliabbigliamento, accessori, arredamento, casa, gioielli

    Immagine 4Immagine 6
    Hai un ombrello rotto? Portamelo e ti restituirò una gonna!
    Questo è uno degli slogan di Cecilia, giovane artista italiana che propone capi d’abbigliamento e complementi d’arredo ricavati da oggetti casalinghi ormai inutilizzabili, come un ombrello rotto ad esempio.
    Il mio modo di progettare nasce dall’idea del gioco e del coinvolgimento dell’utente. A volte mi ispiro a quegli oggetti iconici che ormai sono entrati nell’immaginario comune: la forchetta, la gruccia, il metro, l’arbre magic, l’ombrello…” afferma l’artista.
    Cartone per costruire comodini, tasti del computer come gemme e tele impermeabili al posto di tessuti pregiati: questi sono alcuni esempi di come Cecilia ricicla vecchi oggetti realizzando una linea di accessori fini, divertenti e al 100% ecosostenibili!

    La sua collezione su:
    www. issuu.com/cecissima
    www.coroflot.com/ceciliafelli
    cecissima.supermarkethq.com

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