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  • accessori 20 February 2012 Alessia Fabbri

    L’Architettura delle Borse di Silvia Pieraccini

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    scissors

    Borsa in feltro con planimetriaSilvia Pieraccini, architetto aretino, è da sempre affascinata da moda e cucito, un mondo che, prima della realizzazione della sua collezione di borse Pois é, viaggiava in parallelo alla sua quotidianità e ai suoi doveri, senza mai aver trovato una collocazione certa e stabile. Ma è bastato mettersi alla prova per tirar fuori tante idee, e mille altre ne sono nate di conseguenza. Le sue borse prendono vita dalle immagini più svariate, architettoniche o naturali, quali la pianta di una Chiesa o di una città, il particolare di una finestra, un particolare fiore.

    Borsa in feltro a secchielloGrande è la cura dei materiali, spesso unici, che parlano di un luogo, di una cultura: principalmente lana del Casentino, lana pregiata con cui oggi vengono realizzati soprattutto giacconi e cappotti, con i caratteristici colori sgargianti che gli sono propri e materiale nobile, tessuto in modeste quantità a Stia, piccolo paese di montagna della provincia di Arezzo. Oltre a questo tessuto, utilizza però anche feltro, lino e cotone e lana tartan, proveniente direttamente dalla Scozia. Ma la cosa ancor più particolare di questi oggetti unici (in vendita nel suo Blomming Shop) sono le forme, a cui è arrivata “liberando la mente”:

    Borsa in lana del casentinoIl punto di partenza da cui ho tratto spunto per la mia collezione è stato quello di cercare di liberare la mia mente dal “già visto”, dai canoni consueti che vogliono una borsa come un oggetto con una forma standard, con due manici e mille accessori di rifinitura. La difficoltà, ma anche il grande stimolo, è stato quello di resettare la forma comune mantenendone solo la funzione, ossia quella di contenitore trasportabile.

    Silvia PieracciniIn questo processo è stato molto utile la mia formazione di architetto, in cui sei portato a scindere la complessità del reale, elemento per elemento, prima di arrivare ad una composizione finale soddisfacente (sottolineo soddisfacente e non perfetta perchè, a differenza della matematica dove cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia, nella composizione artistica, l’ordine fa variare enormemente il risultato finale), che è sempre data da un equilibrio dei componenti singoli, dalla loro disposizione.

    E questo è solo l’inizio!

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