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  • abbigliamento, interviste e incontri 1 February 2012 Alessia Fabbri

    La Moda Democratica di Backroom

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    miniabito fioriNon quella dei colossi della grande distribuzione, bensì quella dei piccoli marchi, dei designer indipendenti: una moda accessibile e al tempo stesso originale, ricercata per calzare a pennello i propri gusti. Non prezzi “bassi”, ma prezzi “equi” per una moda di qualità che porta in sé una storia, quella della persona che l’ha creata. Backroom di Simona Fra’ ne è un esempio. Lei ci racconta perché.

    abito bianco naturaSimona Fra’. Come vuoi presentarti ai nostri lettori (che un po’ ti conoscono già a dire il vero)?
    Attraverso i miei lavori, perché c’è tutta me stessa dentro. È una semplice chiave di lettura, io sono ciò che creo.

    Backroom, letteralmente “retrobottega”, è il nome del tuo marchio. Perché questa scelta?
    L’immagine del retrobottega mi ha sempre affascinato, esercitando su di me un’indelebile attrazione sin da bambina. Forse è dovuto al ricordo della vecchia soffitta dei miei nonni, per me un luogo ameno, misterioso, colmo di piccole, grandi meraviglie che non avevo mai veduto prima. Amavo varcare quella minuscola porticina, mi sentivo come Alice nel paese delle meraviglie. L’idea di retrobottega suscita in me le medesime emozioni. Nel mio immaginario è in stile retro, polveroso e un po’ buio, pieno di piccoli, grandi tesori da scoprire che non tutti possono vedere. Quello che vi si conserva è un mistero per il resto del mondo e ciò rende il tutto ancora più prezioso! Nel mio caso, l’ho trovato un concetto perfetto per descrivere il mood di Backroom perché sta ad indicare un qualcosa di ricercato, esclusivo, prezioso (perché tutto fatto con le mie stesse mani), lontano dalle masse, capace di suscitare emozioni e che non puoi trovare ovunque.

    camicetta naturale“Retro” nella bottega ma anche nello stile, un genere che sta tornando molto in voga. Quali credi che siano i punti di forza dei tuoi capi?
    Sicuramente l’esclusività prima di tutto. Stiamo cominciando a stancarci delle proposte delle grandi catene: graziose ma dozzinali, oltre che di scarsa qualità. Sono compiaciuta, invece, di questa sempre più diffusa importanza della ricercatezza, della personalizzazione e della presa di coscienza dell’“hand made in Italy”. È un grande valore aggiunto che si sta riscoprendo. Backroom offre tutto questo e diversamente dagli altri brand, con una grande accessibilità in termini economici. Tutto ciò è una scelta ben precisa nata dal mio sogno di una moda più democratica. L’artigianalità italiana oggi è il vero lusso, è un’arte cui tutti dovremmo poter accedere, come la cultura.

    abito retroA che target ti rivolgi?
    Come ho appena detto, il mio sogno è quello di una moda molto più democratica di quella che è oggi. Non ho mai concepito questa inaccessibilità economica (troppo spesso ingiustificata) al bello, per cui sarebbe un controsenso relegare il mio marchio ad una fascia di mercato specifica, concettualmente parlando. Chiunque può “ritrovarsi” in una mia creazione, e che lavoro faccia, che età abbia e quanto possa spendere, non ha nessuna importanza.

    abito giallo naturaParlaci dei materiali e delle lavorazioni.
    I materiali che uso per le mie creazioni cambiano di volta in volta, a seconda del contesto. Sono, però, sempre made in Italy, a volte rarissimi scampoli griffati. Per la BLOOMOOD collection, però, mi sono lasciata ispirare dai bellissimi tessuti in puro cotone di Amy Butler e Patricia Bravo, famose pattern designers statunitensi. Tendenzialmente le lavorazioni sono semplici ma capita di creare direttamente su manichino, quando sono particolarmente ispirata e lì, non si sa cosa può uscirne fuori. Possono includere leziose applicazioni di fiocchi e nastri oppure semplicità assoluta. Ora sto lavorando alla prossima collezione che deve ancora essere definita ma di sicuro vergerà sul gioco di contrasti, contrapponendo tessuti leggeri e trasparenti a tessuti rigidi e coprenti. La lavorazione sarà molto lineare, i colori rosei, le linee semplici pur conservando un’allure retro e romantica tipica dello stile backroom.

    gonna stregattoLa parte dell’essere fashion designer che ti piace di più?
    Sono due in verità: la parte creativa durante la realizzazione vera e propria. Non disegno quasi mai le mie collezioni, ma butto giù solo bozze di idee (per lo più decifrabili solo alla sottoscritta) che puntualmente subiscono piccole variazioni durante la realizzazione, con idee ispirate dal momento! Provo una carica di creatività indescrivibile e che mi fa stare bene, sempre! L’altra parte che amo del mio lavoro è quando leggi un commento in cui una tua cliente ti ringrazia, soddisfatta, di averla fatta sentire una principessa indossando un tuo abito!

    top fioriE infine la domanda canonica: progetti per il futuro?
    Ce ne sono tanti di progetti, alcuni più vicini, altri meno. Sicuramente non viviamo un periodo incoraggiante ma nonostante ciò, senza dubbio voglio aprire uno store/lab appena possibile. Un negozio tutto mio dove poter raccogliere anche creazioni di altri designer ricercate e… democratiche,  perché tutti abbiamo diritto al bello, specie se ci fa sentire speciali!

    La moda di Backroom è in vendita online su Blomming.

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