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  • arredamento, design 5 October 2011 Alessia Fabbri

    Artigiainers al Lavoro all’Insegna del Riciclo Creativo

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    scissors

    Scegliere oggi la strada dell’artigianato può sembrare una scelta azzardata o anacronistica nell’economia globalizzata: crediamo invece che l’artigianato sia un patrimonio che vada perpetrato e che può essere attualizzato, e che invece di accontentarsi dei prodotti standardizzati e dalla breve durata offerti dalle grandi catene d’arredamento, sia possibile scegliere di abitare con oggetti creativi, durevoli, d’alta qualità, personalizzati e dal basso impatto ambientale.

    Non possiamo che appoggiare il manifesto di Rota-lab, laboratorio di arti applicate dedicato alla creazione artigianale d’arredamento di design nato a Roma nel 2006 da un’idea di tre “artigiainers“, come amano definirsi Tommaso Garavini, Giorgio Mazzone e André Philippe Solari, provenienti da percorsi ed esperienze diverse – scenografia e pittura, fotografia e cartotecnica, industrial design – ma accomunati dalla passione per i processi artigianali.

    Attraverso la lavorazione di legno, metalli e resine, Rota-lab produce serie limitate di mobili, luci e complementi d’arredo di fattura completamente artigianale, attualizzando così il patrimonio culturale e tecnico artigiano rispetto alle necessità, funzionali ed estetiche, dell’abitare contemporaneo.

    La scelta del processo artigianale richiede tempi di produzione più lunghi di quelli industriali, ma consente una grande libertà creativa: possiamo inserire nel processo ideativo spunti, stili ed ispirazioni diverse o introdurre all’interno della produzione collaborazioni con artisti o con altri artigiani. Ne sono un esempio le sedie elementare personalizzate da diversi artisti romani, o il tavolo in cristallo, legno e ferro battuto creato e realizzato in collaborazione con i maestri del ferro battuto “Arte Stenico”.

    Ma il processo artigianale consente anche di sperimentare nuove direzioni, come quella del riuso e riciclo creativo di oggetti trovati e/o abbandonati che vengono trasformati così in pezzi unici, come la credenza anni ’50 Animalhouse oppure Ciclope (sopra al centro), lampada da terra in ferro realizzata che ha per base un pezzo di un macchinario originariamente usato per costruire visiere di caschi per paracadutisti e per paralume un vecchio contenitore scaldavivande dell’esercito tedesco.

    Not bad uh? ;)

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