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  • idee strane 29 September 2011 Alessia Fabbri

    Tra il Gesso e la Seta nel Segno dell’Ecologia

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    scissors

    collana nociDicocco Che colore ha una giornata uggiosa? TondiEno. E la cavalcata delle valchirie? Trilievo. E, in tema naturalista, il ragazzo della via Gluck? I pendenti “i lunghi”.

    Indovinelli certo non facili. Per venirne a capo oggi ci facciamo una chiaccherata con Maria Grazia Bragadini, moderna donna antica che con Il gesso e la seta crea collane e orecchini artigianali e anche piccole borse.

    Il gesso non è affatto comune come materiale per gioielli. Come ci sei arrivata?
    Ho iniziato decorando oggetti con la carta velina. Sono passata a sperimentare l’applicazione di qualsiasi materiale su oggetti o pannelli dipinti e poi ho cominciato a usare la creta. I tempi però erano troppo lunghi e non mi andava di “perdere di vista” l’oggetto nel tempo della cottura (che avveniva in un forno non mio).
    Lavorando nei cantieri con mia sorella ho incontrato gli artigiani, i pittori-restauratori, i maestri delle tecniche più diverse e mi hanno incuriosita. I vecchi metodi mi hanno entusiasmata: l’affresco, la pittura a calce, l’uso del latte e dell’uovo… Il gesso era sicuramente tra i ferri del mestiere di tutti. Ho cominciato a fare cornici e pannelli decorativi.
    Poi una foto: il volto di un buddha incorniciato dalle fitte radici di un albero e da nastri colorati. Così il buddha è stata la mia prima collana, di gesso e shantung di seta. A cui sono spontaneamente seguite le altre.

    La creta cruda per lo stampo, il gesso, poi i colori, poi i nastri di seta cuciti a mano o a macchina. Insomma un processo piuttosto complesso.
    Faccio a mano gli stampi per ogni singola “perla”: forme geometriche semplici o lavorate in modo che la decorazione compaia in rilievo. Colo il composto di gesso e lo lascio asciugare. Una volta asciutto levigo un po’, su alcuni pezzi incido il motivo decorativo, ma mi piace anche lasciare sulla superficie le imperfezioni dovute al materiale e al processo di lavorazione. Poi combino le “perle” bianche, ancora grezze, per ottenere la forma finale e le dipingo con colori ad acqua e con le terre. Il materiale è resistente, non si rompe facilmente anche se cade, ma è comunque delicato quindi lo proteggo con una vernice all’acqua. L’abbinamento che preferisco è con lo shantung di seta, ma per l’estate uso anche il lino e la lana d’inverno.

    Come nascono i modelli – decisamente particolari – dei tuoi gioielli?
    Il materiale così leggero e la trasparenza dei colori mi consentono di dare vita a forme molto lineari ma dalle grandi dimensioni finali che a me è sempre piaciuto portare.
    Mi ispirano i colori della natura, soprattutto quelli autunnali, i colori della terra in tutte le loro variazioni, dall’ocra all’amaranto. Mi hanno sempre colpito il “tadelakt” (intonaco a base di calce colorato e cerato o lucidato col sapone), i colori della sabbia del deserto, i muri di terra. Le linee così semplici impongono sempre un loro colore… Faccio un po’ fatica a replicare in generale ed in particolare a riprodurre le stesse collane in colori diversi. Infatti molti modelli sono rimasti pezzi unici oppure ne sono stati prodotti 2-3 esemplari ognuno con caratteristiche leggermente diverse dovute al procedimento di lavorazione.

    Vantaggi e svantaggi del mestiere di creativo in Italia nel 2011?
    Secondo me, il lavoro manuale spalanca gli orizzonti della mente. Dovremmo essere “educati” a scoprire le nostre potenzialità e tutto quello che c’è a nostra disposizione per poterle esprimere al meglio. Qualcosa potrebbe davvero cambiare: rispetto dell’ambiente e maggiore benessere psicologico in alternativa alla distruzione della natura e al malessere della vita di molte persone.
    Il fatto a mano è ancora poco considerato, chi non lo fa non conosce le tecniche e non sa valutarlo; il “mestiere” qualche volta è improvvisazione e nuoce a chi creativo lo è davvero; la concorrenza è molta e spesso ci si sente geni incompresi. Quindi, per avere qualche riconoscimento, in qualunque settore si espliciti il proprio talento, lo si deve portare avanti con grandissimi sforzi. Sostenerlo con studi e competenze, aperti al cambiamento, può diventare divertente ed arricchire lui, noi e quel che ci circonda.

    Attualmente Maria Grazia sta lavorando a una nuova linea di gioielli completamente ecologica, con colle e pigmenti completamente naturali per rasentare l’impatto zero, su di sé, e su chi li sceglie, consapevole di ciò che significano.

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3 Responses to “Tra il Gesso e la Seta nel Segno dell’Ecologia”

  1. Grazie ad Alessia e a tutto il team!

  2. Complimenti Maria Grazia, le tue creazioni sono veramente belle quanto originali. Quand’é che potremo mirarle in un contesto degno della loro eleganza e del loro prestigio?

  3. Ciao Giovanni, ti ringrazio per l’apprezzamento. Per il resto, il fatto di esporre gratuitamente quello che faccio in una vetrina come questa è una grande opportunità e tra l’altro, la pubblicazione di questo articolo è una iniziativa di LikePicasso. Blomming oltre ad esporre, è attivo anche nella ricerca di persone e idee: tutto questo è già molto.
    Esporre in altri contesti, per poter fare “toccare con mano” le proprie creazioni, non è così facile, se si escludono mercatini ed eventi simili e capisco chi ha timori ad acquistare in rete senza aver visto dal vivo il prodotto. Se passi dal mio blog puoi trovare qualche informazione. Ciao Maria Grazia

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