-
accessori, gioielli, interviste e incontri 31 March 2010
Seraina e i Gioielli di Lana
Commenti
Inauguriamo una nuova serie di post dedicati a interviste e incontri con i giovani artisti / artigiani / designer / stilisti… insomma con i protagonisti di questo nuovo modo di fare. Abbiamo conosciuto Seraina Rizzardini a FLCG – ne abbiamo parlato qua – dove ci ha raccontato della sua attività con il feltro: “La tecnica dell’infeltrimento è veramente antica; si tratta della prima forma in assoluto di manifattura tessile, dopo l’uso delle pelli degli animali. Nel nostro Paese non è molto conosciuta perchè non è mai stata parte integrante della cultura, anche se alcune zone si sono caratterizzate per questa lavorazione. Non è inoltre presente con facilità poichè si tratta di una tecnica completamente artigianale, per cui non è proprio possibile applicare dei procedimenti meccanici per eseguire la lavorazione. Questo comporta un alto costo del lavoro finito. E chi mai se lo vuole permettere oggi?”Coraggiosa. Il suo laboratorio di Treviso è una delle pochissime realtà in Italia a trattare il feltro, dal quale deriva ogni tipo di oggetti: “gioielleria di lana”, piccoli giochi per bambini, componenti di arredamento, luci, stole e altro. Immaginate qualcosa di più esclusivo? Qui il suo negozio Blomming e qui sotto continua la sua storia, come la racconta lei nell’intervista.
Ci racconti di te e del tuo progetto?
La passione per la creatività è stata sempre innata, anche se mai riconosciuta, sia in me sia nella famiglia di mia madre. In realtà non vi avevo mai posto attenzione, era un dato di fatto abbastanza scontato, ma di secondaria importanza. Per cui anche il tipo di studi è stato a indirizzo classico.
La svolta c’è stata nel 2001, quando mio figlio era piccolo e io ho avuto del tempo per me a casa. Ho trovato un sacchettino di lana tinta vegetalmente in un catalogo di prodotti per l’infanzia, e questo mi ha incuriosita notevolmente. Casualmente una mia cugina, che vive nel Sussex e conosceva la tecnica, era in visita da noi e mi ha fatto vedere come infeltrire una piccolissima superficie, un pezzettino di feltro di cinque centimetri.
Da quel momento è iniziato un lungo periodo di sperimentazione. Ho provato i primi progetti, dalle due dimensioni sono passata alla terza, ho iniziato a fare errori. Purtroppo non c’erano pubblicazioni del settore, nessuno conosceva questa tecnica e per di più non riuscivo a trovare la lana per lavorare. La cosa di cui sono più grata di quel periodo sono gli errori! Ne ho fatti una quantità tale da aver accumulato un’esperienza formidabile!…
Una volta per procurarmi la lana sono andata fino a un passo in alta montagna dove, tramite passaparola, mi erano state segnalate delle pecore di cui era stata tosata la lana. Ci siamo trovati in auto io e mio figlio, con una decina di enormi sacchi di lana puzzolentissima (perché non era stata nemmeno divisa quella buona da quella inultilizzabile) da portare a casa. Una volta a casa ho lavato un sacco da 5 Kg a mano in fontana (un lavoro immane), asciugata al sole, tinta e poi utilizzata. Purtroppo la qualità era infame, per cui mi sono trovata con una quarantina di Kg di lana troppo grezza per fare oggetti o abbigliamento… Sono diventati materassi per i miei bimbi.
Cosa ti ha spinto a intraprendere la tua attività?
In realtà me lo chiedo spesso anche io. Credo sia stata una buona percentuale di caso, unita a un desiderio reale di creare qualcosa seguendo interamente il processo di produzione e utilizzando esclusivamente tecniche e materiali semplici. Per la lavorazione servono solamente lana, acqua e sapone. Non si usano collanti o colori tossici e neppure macchinari, per cui anche l’impatto con l’ambiente è ottimo.
Quando hai iniziato a vendere le tue opere, e come?
All’inizio si trattava di un solo mercatino del biologico nella mia zona. Poi con gli anni se ne è aggiunto qualche altro, sono stata invitata ad alcune mostre mercato dell’artigianato, mi hanno chiesto di portare dei laboratori nelle scuole o presso alcune associazioni. Viaggiare mi piace comunque, per cui una volta all’anno sono andata a Bienno (BS), Belgioioso (PV), Strassoldo (UD), Cison di Valmarino (TV), Venezia, Torino, Vicenza, Milano… varie esperienze per provare l’impatto con il pubblico.C’è stato un momento particolare in cui hai capito che poteva diventare un’attività seria?
In realtà il primo desiderio c’è stato nel 2006-2007; ma il fatto di poter avere una produzione comunque limitata, a un prezzo non equo ma non concorrenziale mi ha bloccata per più tempo. La risposta del pubblico è rimasta comunque così interessata nel tempo che ho deciso che ne valeva la pena.In particolare, come hai iniziato a usare la Rete?
La Rete è in realtà per me ancora un mondo abbastanza sconosciuto, al quale mi sto avvicinando ora; sento come limitante la visone di questi oggetti tramite fotografia, soprattutto perché nel mio caso si tratta particolarmente di un’esperienza tattile. Sto elaborando ora un insieme di fotografie e descizioni che si avvicinino il più possibile al vero contatto.Che consigli daresti a chi inizia? Ci sono trucchi, eventi, occasioni da non mancare?
A seconda della zona in cui si vive e dell’attività che si sta aprendo, ci sono sempre delle bellissime manifestazioni, anche di piccola entità, che possono dare dei buoni feedback sul proprio prodotto e sull’impatto con il pubblico. Il trucco è guardarsi attorno e vedere che cosa offre il mondo…Ti viene in mente altro?
Un gioco buffo che propongo ogni tanto è di sfidarmi a trovare qualche oggetto che non si riesca a fare in feltro fatto a mano: sono pochissimi!!!! Collane, anelli, braccialetti, sciarpe, gonne, giacche, cappelli, sedie, lampade, quadri, giochi per bambini, tovagliette, ghirlande decorative, animaletti per giocare… direi che non c’è limite alle possibilità!Grazie mille!
Grazie mille a te, Seraina. Dai vieni in Rete, di sicuro sono tantissimi quelli che possono apprezzare le tue creazioni :)
Potrebbero interessarti anche:
Tags: artigianato, fatto a mano, feltro, lana, lavoro, seraina rizzardini, tradizioni









Ultimi commenti